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Congresso Cgil, partono il 7 le assemblee di base. A Roma l'assemblea con Cremaschi

Il 7 gennaio 2014, giorno in cui partono le assemble di base all'interno del percorso che porterà al congresso della Cgil prima settimana di maggio), presso la sala Fredda della Cgil regionale di Roma e del Lazio (Via Buonarroti 12), si terrà l'assemblea di presentazione del documento “Il sindacato è un'altra cosa”, alla presenza del primo firmatario Giorgio Cremaschi.

“Al prossimo congresso della Cgil, il nostro sarà l’unico documento alternativo alle posizioni della Camusso - dice Cremaschi - attorno alla quale si riunisce una sorta di documento delle larghe intese tra la segretaria generale della Cgil, il segretario generale della Fiom e le vecchie sinistre sindacali. A sentire loro pare che non ci siano stati errori da parte della Cgil e che si siano combattute tutte le lotte possibili!”.

Le richieste del documento "Il sindacato è un'altra cosa"
“Il nostro documento - prosegue Cremaschi - raccoglie le adesioni di militanti che vengono dalla Rete28Aprile, da Lavoro e Società, da La Cgil che vogliamo, dalla stessa vecchia maggioranza congressuale e propone una critica radicale alle scelte sbagliate della Cgil di questi anni.”“Avanziamo delle richieste chiare - gli fanno eco i componenti del coordinamento di Roma e del Lazio Fabrizio Burattini, Claudio Amato, Giulio De Angelis, Gennaro Spigola e Nando Simeone - come ad esempio: la rottura con le politiche europee di austerità; la disdetta del fiscal compact; l'abrogazione della legge Fornero per riportare il sistema delle pensioni ai 40 anni di contributi per quelle di anzianità e ai 60 anni di età per la vecchiaia; un salario mimino orario stabilito per legge e indicizzato automaticamente di 10 euro lordi l’ora; la riduzione dell’orario di lavoro per tutte e tutti a parità di salario, come strumento di lotta alla disoccupazione; la rimessa in discussione di tutte le leggi e gli accordi sulla precarietà; il ripristino dell’articolo 18; la garanzia un reddito ai disoccupati.”

Totale abbandono dell'austerità
Riprende Cremaschi: ”Per finanziare tutto questo chiediamo l’abbandono totale delle politiche di austerità, la lotta all’evasione fiscale, agli sprechi e alla corruzione, la tassazione dei grandi patrimoni.”Il giudizio che i sindacalisti dannosull'operato del sindacato in questi ultimi anni è allo stesso tempo duro e propositivo: “Il nostro giudizio è che il sindacato confederale, così come è oggi, serve poco o niente alle lavoratrici e ai lavoratori. Occorre una rottura profonda con le pratiche, le politiche, i gruppi dirigenti di questi anni. Occorre una vera piattaforma con cui il sindacato deve ricominciare a chiedere. Non si deve assecondare le richieste delle controparti, pensando di ridurre il danno: i risultati deleteri sono sotto gli occhi di tutti.”Per quello che riguarda la situazione interna le proposte per una “rinascita democratica della Cgil” si basano su due principi di fondo: il sindacato deve vivere soltanto dei soldi dei suoi iscritti e non di enti bilaterali o altre forme di finanziamento pubblico o privato; i lavoratori hanno il diritto di farsi rappresentare da chi vogliono e la legge deve garantire il diritto di ogni organizzazione sindacale a concorrereliberamente alla rappresentanza dei lavoratori. Per questo chiediono alla Cgil di ritirare la firma dagli accordi del 28 giugno 2011 e 31 maggio 2013, che, al contrario, “affermano un principio già dichiarato incostituzionale: i diritti sindacali spettano soltanto a chi firma gli accordi‚.

Infine Cremaschi e i componenti del coordinamento di Roma e del Lazio rivolgono un appello a tutte le strutture perchè “il congresso sia improntato sui principi della pari dignità delle posizioni politiche garantendo le agibilità, della massima partecipazione attiva dei lavoratori soprattutto spalmando le assemblee di base in tutto il periodo utile, della garanzia di trasparenza e di rispetto delle regole”.

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