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Roma, la lotta resistente dei lavoratori degli appalti contro i tagli di Renzi alla sanità
Dal 22 settembre operatori socio-sanitari e personale ausiliario a supporto infermieristico sono in presidio permanente davanti all'entrata del Policlinico Tor Vergata. Sono i lavoratori esternalizzati della ditta Arcobaleno s.r.l, in tutto 330 e tutti vivono con la spada di Damocle sul capo, non sapendo chi di loro farà parte dei 70 destinati ad essere tagliati "come da programma adottato per consentire i piani di rientro". Compito gravoso assegnato ad una dirigente generale, fresca di nomina, dott.ssa Tiziana Frittelli, designata ad hoc.

In linea con le politiche del governo Renzi, non si tagliano gli sprechi o i privilegi, ma sempre e soltanto le risorse dei lavoratori insieme ai servizi per i cittadini ed i diritti di entrambi. Queste persone, che hanno dignità, famiglie, desideri, esigenze, diritti, sono state utilizzate come personale jolly, tappabuchi da demansionare o sovraccaricare di peso fisico e responsabilità a seconda dell'esigenza: così diventa routine chiedere che si trasporti un paziente da sol@, oltre i limiti del proprio piano, magari da un reparto infettivo ad uno di trapianto mettendo a rischio l'incolumità del paziente e del lavoratore stesso. È routine chiedere un prolungamento dell'orario non retribuito per coprire la mancanza di personale facendo leva sul terrore di perdere quel posto che per una professione tanto importante rende circa 680 euro mensili!

E allora i lavoratori si sono organizzati, hanno cercato un comune denominatore tra le varie sigle sindacali ma non riuscendo a trovare una via di lotta condivisa dalla totalità dei lavoratori, si sono risolti a far da sé; hanno chiesto un confronto alla dirigenza generale, arrivando all’occupazione dell’ufficio del nuovo dirigente e ottenuto una proroga sulla base del ricorso opposto dalla ditta Arcobaleno dal decadimento di aggiudicataria dell'appalto per anomalie burocratichei. Ma quanto durerà? Nel frattempo ce la faranno a far accettare l'idea di tagliare gli immani sprechi e guadagnare l'internalizzazione? Tagliando le spese sostenute per tenere i lavoratori da esterni, integrandoli come propri, non solo si soddisfarebbe il "piano di rientro" ma avanzerebbero fondi per acquisire maggiore personale.

Eugenia Castellucci una dei lavorator@ in presidio permanente, racconta che il personale ausiliario e OSS del Policlinico Tor Vergata ha dato inizio ad una protesta contro i piani di rientro" messi in atto dalla nuova legge sulla sanità che prevede tagli a beni e servizi, la quale mette a rischio il posto di lavoro di 70 operatori sanitari rispetto ai 330 presenti ora, "creando altresì disagi e disservizi agli utenti ricoverati e a quelli che debbono ricevere servizi ambulatoriali".

La ditta Arcobaleno s.r.l. nel 2013 si è aggiudicata la gara d'appalto riconfermandosi [dopo 14 anni] la gestione del servizio sanitario del personale Oss e ausiliario. Dopo quasi 1 anno di proroghe, i primi di settembre, il personale veniva a conoscenza che a seguito di controlli amministrativi, la gara d'appalto veniva revocata per anomalie dei documenti presentati dalla ditta Arcobaleno per l'appalto stesso e quindi la ditta ATI (Nuova sair e Coop Service) seconda vincitrice d'appalto doveva prendere in carico il servizio di ausiliari e OSS in servizio presso il PTV con un taglio del 15% delle ore pare ai 70 lavoratori da licenziare .L'appalto fatto in regime di ribasso da circa 30 milioni di euro a 26742 per 4 anni. La dottoressa Fritelli new- entry della direzione sanitaria del PTV come da prassi si è attenuta scrupolosamente alle nuove disposizioni Regionali e ha disposto nuovi piani di rientro che prevedono tagli sul personale OSS e ausiliario abolendo quasi completamente queste figure dagli ambulatori e limitando a 1 figura ausiliario per 2 reparti di pomeriggio e di 1 sola figura ausiliaria per 2 day hospital, tagliando ulteriori ore agli OSS nei reparti soprattutto di Domenica e gravando ulteriormente il lavoro pomeridiano facendo si che queste figure dedite all'assistenza primaria del paziente sopperiscono alle esigenze di trasferimento e/o trasporto di queste per consulenze o altro dove appunto per esubero di lavoro l'ausiliario non riesca a garantire tutta la mole di lavoro che possano avere due reparti.

Tutto ciò, denunciano i lavoratori, sta creando disagi sia per gli utenti che per i pazienti nonché più carico di lavoro per il personale ausiliario che ricordo prende solo uno stipendio di circa 800 euro su 130 ore di lavoro.
"La Ditta Arcobaleno dopo aver fatto ricorso ha ottenuto delle proroghe per il momento fino a Novembre e nel frattempo sta dando ferie d'ufficio a tutto il personale nonché tutti i permessi, creando perplessità e ansia ulteriore a chi sà che questo è il preludio alla fine”,conclude Castellucci. 

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