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Roma/Fiumicino, esplode la vertenza Groundcare: Marino, contestato dai lavoratori, scrive a Renzi
Ieri il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, il vice sindaco Nieri, l’assessore Improta, e il vice sindaco del Comune di Fiumicino, hanno incontrato le organizzazioni sindacali del settore aeroportuale per discutere della vertenza del fallimento Groundcare, il principale operatore di handling degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, e della minaccia che incombe su migliaia di lavoratori del comparto aereo-aeroportuale-indotto, che rappresentano il principale polo industriale dell’intera Italia centro-meridionale. Dopo essere stato contestato qualche giorno fa in occasione dell'inaugurazione del centro espositivo Expo, Marino si è deciso ad inoltrare un appello al premier Renzi per aprire subito un tavolo interistituzionale. Obiettivo avviare "misure concrete volte alla difesa occupazionale e al riassorbimento dei lavoratori".

Il fallimento-pilotato della Groundcare è solo l’ultima delle vertenze in corso e rischia di determinare una grave crisi occupazionale per oltre la metà dei circa 900 dipendenti presenti nei due aeroporti della Capitale e segue solo di poco quelle di Alitalia-Cai, di Meridiana, della Duty Free, della Argol. I lavoratori di Groundcare sono in tutto 871 e quelli che non saranno licenziati avranno lo stipendio decurtato dal 22 al 30%.
Intanto, a breve si terranno una serie di incontri istituzionali per affrontare la vertenza: "Abbiamo sollecitato - spiega Marino - incontri istituzionali che avverranno già da lunedì 24 con il ministro allo Sviluppo economico Guidi, i vertici di AdR e i sindacati. Ci sarà anche un incontro che avverrà in Regione Lazio il 27 novembre sempre con la partecipazione dei vertici di AdR".

Al fianco del Campidoglio anche il Comune di Fiumicino: "Tutte le vertenze che ruotano attorno l'aeroporto hanno una ricaduta molto grande sull'aeroporto di Fiumicino - chiosa il vicesindaco Anna Maria Anselmi - perché‚ il gran numero di lavoratori dello scalo vive nella nostra città. Siamo contenti di essere qui in Campidoglio perché‚ la vertenza é portata sul tavolo forse un po' più importante, con maggiore visibilità a livello nazionale". Visibilità che i lavoratori cercano di tenere alta, scendendo in piazza. E anche ieril'hanno fatto, con un presidio sotto il Campidoglio.
La Cub Trasporti, che comunque ha prorogato lo stato di agitazione, ha chiesto al Sindaco Marino di farsi portavoce oltre al confronto inter-istituzionale anche di una moratoria che sospenda la vertenza Groundcare; di una richiesta al tribunale fallimentare di Civitavecchia di proroga dell’esercizio provvisorio e una richiesta all’Enac di rinviare la scadenza delle licenze di esercizio di Groundcare. “Tutti questi obiettivi sono perseguibili stante anche la vigenza della Cigs fino a maggio 2015, e sono indispensabili – si legge in un comunicatoCub - per evitare di subire nei prossimi giorni un ennesimo accordo che certifichi 350 licenziamenti e pesantissimi tagli salariali per chi resta.
Usb ricorda di aver più volte lanciato l’allarme al Governo per l’apertura di un tavolo sul trasporto aereo su regole di sistema e sull’occupazione. Oggi con oltre diecimila lavoratori disoccupati del settore “ci troviamo su una polveriera sociale che rischia di esplodere", si legge in un comunicato firmato da Susi Ciolella.

"Mentre Groundcare andava a picco, si è fatto un vero e proprio 'sciacallaggio' dei contratti, da parte delle altre società di handlers, senza garantire in nessun modo l’occupazione. Lasciando di fatto che l’azienda diventasse un contenitore pieno di debiti. Si sono infilati i lavoratori in una tonnara e oggi si procede alla fase di vendita con il rischio sempre più evidente che l’epilogo per quasi la metà dei lavoratori sarà il licenziamento, mentre per chi resta, il ricatto sul salario pesantissimo", rilancia Ciolella.

Quotidianamente negli aeroporti si rottamano i lavoratori con il contratto a tempo indeterminato per sostituirli con precariato stagionale o giornaliero creando dumping sociale con un danno enorme per l’intero settore.

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