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Jobs Act, scioperi e proteste a Bologna
Scioperi, fermate e proteste. È la prima risposta delle fabbriche bolognesi all'approvazione avvenuta ieri alla Camera del Jobs Act. Ne dà notizia la Cgil di Bologna.

Scioperi da una a due ore sono stati effettuati alla Ravaglioli, alla Kemet, Ats Microfound, dove le lavoratrici e i lavoratori hanno effettuato un presidio in via Primo Maggio di Pontecchio Marconi. Sempre nel settore metalmeccanico si aggiungono la Mocom, Omt Tartarini, Ilsa, Mape, Ima, Gea Tecnofrigo.

Altre fermate si registrano nel settore grafico editoriale: un'ora di stop alla Zanichelli, alla Silicart, alla Labanti e Nanni e alla Sopak. Nel settore delle costruzioni un'ora di sciopero alla Tecnoform, al Consorzio cooperative costruttori.

"Le mobilitazioni proseguiranno nei prossimi giorni estendendosi, a partire da domani, ad altri settori e aziende. È evidente - conclude la Cgil di Bologna - la totale contrarietà a un provvedimento sbagliato e dannoso poiché colpisce i diritti fondamentali di lavoratrici e lavoratori. La mobilitazione continuerà e il governo non si illuda di poter continuare con politiche sbagliate che colpisco il lavoro e i diritti delle persone”. 
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