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Cariche contro gli operai, un video smentisce Alfano

Vertenza Ast. Nelle immagini un funzionario ordina a freddo agli agenti di caricare i lavoratori. Nessuno voleva occupare la stazione

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Che le cose non siano andate come gio­vedì scorso il mini­stro Alfano le ha rac­con­tate in par­la­mento, era chiaro a chiun­que abbia assi­stito alle cari­che della poli­zia con­tro gli ope­rai della Accia­ie­rie di Terni a piazza Indi­pen­denza, a Roma. Adesso, a smen­tire le parole del tito­lare del Vimi­nale ci sono però anche le imma­gini e soprat­tutto il sonoro di quei momenti con­ci­tati mostrate dome­nica sera dalla Rai durante le tra­smis­sione Gazebo.
Imma­gini girate da Diego Bian­chi e da un suo col­la­bo­ra­tore e che mostrano un fun­zio­na­rio ordi­nare agli agenti di cari­care a freddo, senza che il cor­teo degli ope­rai rap­pre­senti un peri­colo per nes­suno. Sequenze chiare, in cui l’ordine impar­tito agli agenti in tenuta anti­som­mossa, «Cari­cate. Cari­cate», risuona nitido nono­stante l’agitazione del momento. Ma soprat­tutto parole che con­fer­mano come Alfano abbia — con­sa­pe­vol­mente o meno — rife­rito al par­la­mento una verità defor­mata, e di come il mini­stro appaia essere cir­con­dato da per­sone che — quanto meno — non lo infor­mano in maniera cor­retta su quanto accade nel Paese. Come nel caso di Alma Sha­la­bayeva, moglie del dis­si­dente kazako Mukh­tar Ablya­zov, e della figliola di sei anni entrambe rapite dall’Italia e depor­tate in Kaza­ki­stan con l’aiuto dello stesso Vimi­nale. «Alfano prenda atto delle sue negli­genze e si dimetta», com­menta Gior­gio Airaudo, respon­sa­bile lavoro di Sel che insieme al M5S e Lega ha pre­sen­tato una mozione di sfi­du­cia nei suoi con­fronti. E per­fino il Pd si spinge a pren­dere posi­zione, anche se non diret­ta­mente con­tro Alfano. Lo fa il pre­si­dente del par­tito, Mat­teo Orfini, chie­dendo conto di quanto acca­duto al pre­fetto di Roma Giu­seppe Peco­raro: «Capi­sco che è impe­gnato ad annul­lare matri­moni — ha detto Orfini rife­ren­dosi alle pole­mi­che tra pre­fet­tura e Cam­pi­do­glio sui matri­moni gay — ma il pre­fetto potrebbe tro­vare un minuto per spie­gare le nuove imma­gini sulla carica».
Ieri, nell’amichevole cor­nice de «La tele­fo­nata di Bel­pie­tro», la tra­smis­sione che il diret­tore di Libero con­duce su Canale 5, Alfano ha pro­vato a met­tere fine alle pole­mi­che che lo riguar­dano appro­fit­tando del fatto che né da parte né della Cgil né della Fiom è arri­vata una richie­sta di dimis­sioni nei suo con­fronti. «Piut­to­sto che con­ti­nuare con le pole­mi­che, par­ti­rei dal con­senso arri­vato alle mie pro­po­ste da parte dell’Associazione fun­zio­nari di poli­zia, così come da Mau­ri­zio Lan­dini e da Susanna Camusso», ha detto il mini­stro rife­ren­dosi alla pro­po­sta di costi­tuire con sin­da­cati e forze di poli­zia un tavolo per­ma­nente per la gestione dell’ordine pub­blico durante la mani­fe­sta­zioni.
Ed è pro­prio la gestione della piazza che mer­co­ledì, durante la mani­fe­sta­zione degli ope­rai Ast, è man­cata. In par­la­mento Alfano ha giu­sti­fi­cato le vio­lenze della poli­zia con il fatto che alcuni fun­zio­nari avreb­bero rac­colto la voce secondo la quale gli ope­rai inten­de­vano diri­gersi verso la sta­zione Ter­mini per occu­parla. Alcuni di loro, inol­tre, una volta visto lo sbar­ra­mento oppo­sto dalla poli­zia al cor­teo, si sareb­bero dispersi nelle vie limi­trofe sem­pre nel ten­ta­tivo di rag­giun­gere la sta­zione. Pec­cato che non una delle cose dette da Alfano risulti dal video di Gazebo. Nelle imma­gini gli ope­rai par­tono in cor­teo tenendo uno stri­scione e dalle voci si sente chia­ra­mente che inten­dono rag­giun­gere il mini­stero dello Svi­luppo. La mossa però non piace alla poli­zia e un fun­zio­na­rio con giu­botto di pelle e occhiali scuri, senza ten­tare nes­suna trat­ta­tiva, ordina la carica. Seguono alcuni minuti di man­ga­nel­late e la rea­zione dei mani­fe­stanti. «Calma, siamo lavo­ra­tori», urla un ope­rai verso gli agenti. Inter­viene anche il segre­ta­rio della Fiom Lan­dini, che si rivolge ai poli­ziotti: «Siamo con voi, ma cosa state facendo?», dice. Un altro fun­zio­na­rio gli chiede: «Dove volete andare?». «Al mini­stero», risponde Lan­dini. «Dite­celo, allora, dite­celo» è la replica.
Mer­co­ledì pome­rig­gio la Camera discu­terà la mozione di sfi­du­cia pre­sen­tata con­tro Alfano da Sel, M5S e Lega. Ieri però sul sito di Beppe grillo è apparsa un’intervista a un sin­da­ca­li­sta del Con­sap, sin­da­cato auto­nomo di poli­zia, in cui si afferma che «un mani­polo di mani­fe­stanti acce­lera e va con­tro i poli­ziotti, cer­cando di for­zare il cor­done». Una rico­stru­zione che non appare da nes­suna parte.

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