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Protesta Cgil a Gioia Tauro e a Lamezia contro il Governo. Il 13 dicembre sit in all'assemblea Pd
Diverse migliaia di persone hanno partecipato stamane alle manifestazioni di protesta per il lavoro promosse dalla Cgil Calabria. A Gioia Tauro, sede del piu' grande porto del Mediterraneo, un migliaio di persone ha percorso, sotto la pioggia battente, il centro cittadino per raggiungere la stazione ferroviaria. Alcune decine di lavoratori, staccatesi dal corteo, hanno occupato i binari accendendo fumogeni e bloccando la circolazione. All'iniziativa ha preso parte anche una delegazione del locale circolo del Pd con le bandiere del partito con una ventina di sindaci del comprensorio. Proprio contro il Pd, che il 13 dicembre a Reggio Calabria terrà la sua assemblea nazionale, la Cgil Calabria ha annunciato una iniziativa di protesta.
Un'altra manifestazione e' stata attuata all'aeroporto di Lamezia Terme (Catanzaro), dove circa 600 persone hanno invaso l'aerostazione. A causa delle condizioni meteo proibitive. All'interno dell'aeroporto si e' tenuta un'assemblea con i lavoratori presenti, poi una delegazione guidata dal segretario generale della Cgil Calabria Antonio Gravano ha raggiunto la prefettura di Catanzaro per illustrare al prefetto le richieste del sindacato. "Sollecitiamo - ha detto Gravano – il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e misure per il precariato, ma siamo in piazza anche per difendere l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Attendiamo risposte precise - ha aggiunto - in mancanza delle quali il 12 novembre sara' attuato uno sciopero generale.
Dopo un sit-in, iniziale i lavoratori hanno occupato amche il quadrivio Sbaglia sulla strada statale 18. La manifestazione era stata organizzata in vista della visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi, prevista in un primo tempo per oggi a Gioia Tauro e poi slittata.
“Un governo assente in uno dei momenti più difficili per la Calabria – si legge in un comunicato del sindacato -. Un porto strategico, per l'economia non solo del territorio ma dell'intero Paese, come quello di Gioia Tauro completamente cancellato dall'agenda del governo. Un esercito di lavoratori a vario titolo in mobilità o in deroga pari a circa 27 mila persone che, insieme agli oltre 5 mila tra Lsu e Lpu della Regione, registrano drammatiche difficoltà nel ricevere gli assegni di sostegno al reddito, con ritardi che risalgono al 2013”.
“L'assenza di una politica nei confronti della Calabria - prosegue la nota - , così come dell'intero Mezzogiorno, sembra essere il tratto distintivo di questo governo, che si scontra però con una situazione, dal punto di vista economico e sociale, molto delicata e non più sostenibile. Per queste ragioni sosteniamo le motivazioni alla base della mobilitazione e chiediamo al governo un impegno cogente, deciso e risolutivo, sui temi alla base di questa giornata di lotta”, conclude la Cgil Nazionale”.
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