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Il lavoratori di Termini Imerese occupano il minitero dello Sviluppo Economico
Le tute blu della Fiat di Termini Imerese insieme al sindaco e ad alcuni sindacalisti occupano da ieri una delle sale del Mise a Roma. E non intendono andarsene fino a che non verrà fissato un incontro con la presidenza del Consiglio dei ministri. "Siamo ancora qui al Mise nella sala del parlamentino. Siamo qui da ieri pomeriggio per chiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri di fissare un incontro in tempi brevi per la vertenza di Termini Imerese con i sindacati e con le istituzioni locali", dichiara il sindaco di Termini Imerese, Toto' Burrafato.

Il tavolo di ieri sul dopo Fiat è stato giudicato "insoddisfacente" e quindi hanno scelto di continuare la loro lotta imprimendo una svolta offensiva. "Non stiamo chiedendo la luna - afferma - ma un gesto di attenzione verso un territorio che e' in ginocchio per la chiusura dello stabilimento Fiat".
Intanto, la scadenza della Cassa integrazione in deroga si avvicina minacciosamente. Tra cinque mesi, per 1.200 tra dipendenti e lavoratori dell'indotto non ci sarà più alcun sostegno. La prima richiesta e' stata quella di spostare il confronto nella sede della Presidenza del Consiglio, a Palazzo Chigi, anche perché è qui che nel 2009 fu stilato un accordo completamente disatteso. Poi "il ritiro dei licenziamenti gia' partiti nell'indotto, ammortizzatori sociali certi, e che il Governo stringa su una soluzione per la riconversione e la reindustrializzazione dell'area", nodo aperto da tempo.
Il sottosegretario Claudio De Vincenti ha garantito, un po’ pomposamente, che “il governo non mollera' finche' non avra' raggiunto l'obiettivo della reindustrializzazione del sito”. La verità è che l’esecutivo è da anni che gira a vuoto e quindi ha perso molto tempo prezioso permettendo a Fiat di disimpegnarsi completamente.

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