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Usa, seicento economisti firmano una lettera aperta per il salario minimo
Oltre seicento economisti americani di fama mondiale, incluso sette premi Nobel per l'economia, hanno firmato una lettera aperta in sostegno alla proposta della Casa Bianca per alzare il salario minimo federale a 10,10 dollari. A diffondere la notizia è il Policy Institute di Washington che ha promosso l'iniziativa assieme all'Universita' di Harvard.

Alla vigilia del discorso sullo stato dell'Unione Barack Obama aveva annunciato che, scavalcando il Congresso, ha intenzione di alzare dal prossimo anno il salario orario minimo per i nuovi contratti dei lavoratori federali a 10,10 dollari. Una misura contrastata con forza dai Repubblicani. Al momento il salario minimo e' di 7,25 dollari.

La lettera degli economisti indirizzata, fra gli altri, allo speaker della Camera Bohner, al leader della maggioranza repubblicana al Senato, Herry Reid, alla leader della minoranza, Nancy Pelosi, e ad altri congressmen chiede "con urgenza" di dare il via a un aumento "in tre tappe" dei salari minimi ovvero "un aumento di 95 centesimi all'anno per tre anni" in modo da alzare il salario minimo dei dipendenti privati a 10,10 dollari entro il 2016 indicizzandolo in base all'inflazione.
"Tale misura - si legge - avrebbe un impatto diretto su 17 milioni di lavoratori, altri 11 milioni il cui salario e' oggi appena al di sopra del nuovo minimo garantito, vedrebbero le loro buste paga aumentare indirettamente, per effetto dello spillover".

Gli economisti ricordano quindi come il salario minimo federale sia stato aumentato l'ultima volta cinque anni fa, nonostante gli aumenti costanti di produttivita' resi possibili dalle nuove tecnologie. "Una vasta letteratura prodotta negli ultimi anni a livello accademico - osservano - ha dimostrato che tali aumenti avrebbero un effetto trascurabile oppure nessun effetto negativo sull'occupazione di questi lavoratori, neppure in presenza di un mercato del lavoro debole". A firmare la lettera tutti i professori piu' conosciuti della Universita' ''top'' statunitensi incluso i Nobel Peter Diamond (MIT), Kenneth Arrow (Stanford) e Joseph Stiglitz (Columbia University). In Italia il salario minimo non esiste. Esistono invece i minimi tabellari, inseriti nei contratti nazionali di ogni categoria. Per l’economista Tito Boeri, stabilire il salario minimo sarebbe “un punto centrale”. Un salario minimo orario, afferma Boeri, docente di Economia del lavoro, ''contribuirebbe a ridurre significativamente la poverta' fra chi lavora e soprattutto fra chi, spesso giovane, non ha copertura sindacale ed e' estremamente debole nella contrattazione'' col datore di lavoro. Quanto all'aumento di quasi 3 dollari deciso da Obama, questo e' considerato da Boeri ''un incremento consistente. E' vero che il salario minimo era fermo al luglio 2009''. ''Quando si decide il livello del salario minimo - afferma Boeri - e' importante individuare il livello corretto perche' un livello troppo alto potrebbe generare disoccupazione mentre un giusto livello puo' invece favorire l'occupazione''.

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