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Fiom/Cgil, parte la raccolta di firme a sostegno di Maurizio Landini
"La Cgil deve sottoporre almeno ai suoi iscritti l'accordo che ha firmato sulla rappresentanza sindacale nelle fabbriche, altrimenti noi non ci sentiremo vincolati da quel testo". Maurizio Landini, torna a battere il tasto delle “regole interne” opponendo alla defezione ai probiviri promossa da Susanna Camusso una controffensiva sostenuta anche da una raccolta di firme che solo a Mirafiori ha già raccolto 500 firme. "Non siamo di fronte a una questione personale tra me e la Camusso – aggiunge Landini - non e' in discussione il segretario generale della Cgil, ma e' in discussione che i lavoratori possano decidere sugli accordi che li riguardano. Nel documento "Giu' le mani dalla nostra Fiom/Cgil e da Maurizio Landini" si esprime "vicinanza e
solidarieta' al nostro segretario generale che in questi giorni e' sottoposto non solo a critiche ma, dall'interno del suo stesso sindacato, cioe' la Cgil, ad inaccettabili attacchi personali per le scelte assunte insieme a noi, a partire dal dissenso in merito al Testo Unico sulla rappresentanza, con la richiesta sacrosanta di una consultazione vincolante dei lavoratori interessati all'accordo". "Chiunque avesse la tentazione di risolvere una questione politica a colpi di Statuto e provvedimenti disciplinari - si dice ancora - sappia che insieme a Maurizio Landini trovera' tutti noi che, in questi anni, ci siamo esposti in prima persona per difendere la Fiom, e quindi, tutta la Cgil, nei luoghi di lavoro". Al momento sono state raccolte 472 adesioni, gia' inviate alla Cgil nazionale e la raccolta firme proseguira' nei prossimi giorni. "In una delicata fase congressuale - dice il segretario della Fiom torinese Federico Bellono - e' importante che all'interno della nostra organizzazione, coinvolta su tanti fronti, a partire dalla Fiat e dalle numerose vertenze che interessano il territorio, ci sia una spinta e un appoggio corale verso il gruppo dirigente e verso Landini in particolare, impegnati in un difficile confronto con la Cgil sulla legge per la rappresentanza".
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