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"Pubblico impiego, gli esuberi vanno chiamati con il loro nome. Italia come la Grecia". Parla Federico Giusti dei Cobas
La spending review non attacca tutta la Pubblica amministrazione. Perchè?
Aspettiamo a vedere il testo finale che sarà soggetto a interventi e qualche modifica apportata dalle varie lobby economico finanziarie presenti in Parlamento

La cultura e l'istruzione vengono esclusi e dal confronto internazionale è emerso che l'Italia, in questi settori, spende di meno dei principali paesi europei.
Ma i dati sono manipolati, per la salute gli italiani spendono sempre meno, andare da dentista o sottoporsi a esami diagnostici è un lusso che molte famiglie non possono permettersi. Il caso greco è emblematico: le misure imposte dalla Troika hanno portato alla chiusura di ambultaori, ospedali e poi la scure si è abbattuta su scuole e università. Chi pensa che l'istruzione sarà immune da tagli si sbaglia, del resto il blocco dei contratti riguarda anche il personale della scuola e qui entrano in ballo i finanziamenti al privato che negli ultimi anni risultano in continuo aumento. Il nulla osta del Vaticano a Renzi avrà come contropartita nuove sovvenzioni alle scuole cattoliche. Si attacca ferocemente la sanità. I sindacati di base da anni hanno indicato i risparmi possibili a cominciare dalla riduzione degli stipendi a dirigenti, alla fine di cliniche doppioni utili solo a conservare le baronie universitarie, altro discorso andrebbe fatto sui tagli agli appalti che hanno conseguenze nefaste per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei malati. Si attaccano gli enti locali.vhe erogano molti servizi al cittadino e in questo caso la esternalizzazione dei nidi\servizi a domanda individuale fa il gioco della privatizzazione, ma accorpando comuni e uffici si offriranno servizi minori e più scadenti. La qualità della Pubblica amministrazione risente fortemente di 10 anni di tagli, immaginiamoci tra qualche anno dopo la spending review.

Prossimo passaggio la soppressione delle province?
Se Cottarelli leggesse bene i rapporti della Corte dei Conti, e li ha letti, vedrebbe che il risparmio derivante dalla soppressione delle province è molto ridotto rispetto alle previsioni. Intanto, si trasformeranno le province in enti di secondo grado, poi cambiato il titolo quinto della Costituzione, vecchio pallino della P2 e obiettivo di Renzi e di Confindustria, potranno abolire le Province. Qui va fatto un ragionamento e una autocritica perchè gli enti locali non sono in grado di assolvere le funzioni ora svolte dalle Province (alcune rilevanti come edilizia scolastica, controllo dell'ambiente e del territorio, formazione lavoro), dall'altra il sindacato di base e la stessa Cgil hanno o atteso qualche riforma parlamentare o evitato di costruire una mobilitazione vera e propria coinvolgendo il personale delle province e degli appalti delle stesse. Quando i Cobas hanno proposto ad Usb una mobilitazione (Novembre 2013) quest'ultima si è sottratta al confronto, quindi come pensiamo di opporci alla spending review se non siamo neppure capaci di costruire mobilitazioni comuni? E le Rsu delle Province cosa intendono fare? Accettare la soppressione senza muovere foglia?

Si parla di efficienza e non di tagli
Gi esuberi vanno chiamati con il loro nome, ossia soppressione di migliaia di posti di lavoro, negli anni della Thatcher i tagli alle ferrovie sono alla base dei disastri ferroviari successivi, in questi anni le ferrovie spa e lo Stato hanno soppresso i treni tradizionali a favore dell'alta velocità, un business che ha cancellato tratte, ridotto i servizi ai pendolari e abbassata la sicurezza come del resto la strage di Viareggio dimostra. E chi ha protestato per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri è stato licenziato come Riccardo Antonini e Sandro Giuliani a favore dei quali il sindacato dovrebbe costruire mobilitazioni unitarie senza primogeniture

... e di soppressione di enti inutili
Si parla del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) Citiamo testualmente accertiamo l'esistenza di altri enti su cui è possibile operare una razionalizzazione come ad esempio gli Enti finanziati non dall'erario ma dai soggetti imprenditoriali, quali autorità indipendenti e camere di commercio: una revisione dei loro costi andrà a beneficio non della finanza pubblica ma comunque di cittadini e imprese; si ribadisce come risulti opportuno razionalizzare la rete delle Camere di commercio, con conseguente riduzione di costi per le imprese. (fonte: sito ufficiale Senato della Repubblica, Commissione Bilancio). Il risultato finale sono gli 85mila (al 2016) posti di lavoro da tagliare (pardon “esuberi”) nella pubblica amministrazione, per un risparmio complessivo di spesa di 3 miliardi di euro e per arrivare a questa cifra ci saranno drastici tagli alle forze armate ma non alle spese militare. Per indorare la pillola ci dicono che tali esuberi saranno gestiti attraverso il blocco totale del turn-over (oggi all'80%, vale a dire ogni 10 pensionati 2 nuovi assunti), con l'inevitabile conseguenza dell'innalzamento dell'età media degli statali (Cottarelli adombra a tal proposito il rischio di una minore qualità nell'erogazione dei servizi), oltre al rafforzamento della mobilità obbligatoria (per facilitare il riassorbimento all'interno della PA). Al tempo stesso si innalza da 41 a 42 anni l'età contributiva per le donne ai fini della maturazione dei requisiti per la pensione. Per la riduzione delle società partecipate di Regioni e Comuni si prevede il “rafforzamento e l'applicazione delle norme sul divieto e la creazione e detenzione di partecipate locali, con tetti al numero di partecipate rispetto alla popolazione” e “nuove misure che agevolino la liquidazione o la dismissione di società”.

Renzi farà come la Grecia quindi...
La revisione della spesa si annuncia per quella che è: tagli al welfare, ai servizi al cittadino e alla sanità, decine di migliaia di licenziamenti. Una ricetta già applicata in Grecia che ha ridotto sul lastrico tanti lavoratori pubblici determinando la chiusura di scuole, università, ambulatori ed ospedali. Gli 80 euro in busta paga vengono presi dallo smantellamento della publica amministrazione e dalla precarizzazione del lavoro , il piano lavoro prevede un reitero continuo dei contratti a tempo che saranno cosi' brevi da non prevedere neppure ammortizzatori sociali perchè sia ben chiaro che l'attacco riguarderà anche questi ultimi

Quali sono allora le prospettive?
Le slides di Renzi erano solo fumo, una televendita per un popolo inebetito e oramai anestetizzato da anni di politica/spettacolo ad uso e consumo dei poteri forti, delle lobby e della casta. La sostanza dei provvedimenti governativi che sta per arrivare è in linea con i dettami della Troika, della Bce (ecco spiegata la “calda” accoglienza della Merkel) che impongono tagli allo stato sociale, lo smantellamento della pubblica amministrazione e migliaia di esuberi, oltre alla riduzione del potere di acquisto degli stipendi pubblici - che già oggi - dopo anni di blocco dei contratti è ridotto all'osso. Il sindacato di base, la minoranza della Cgil hanno una sola strada davanti a loro, quella della ricomposizione non fondendo le realtà o costruendo solo qualche manifestazione nazionale, la domanda è s'obbligo e ci riguarda tutti:come pensiamo di opporci alla nuova spending review?

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