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La strage della miniera, un rapporto del 2010 avvertiva dei rischi. Hasan e Ferhan, padre e figlio: li hanno ritrovati ancora abbracciati
La minera della morte sta finendo di restituire gli ultimi cadaveri. Secondo il governo ne mancherebbero venti. Intanto affiorano storie orribili, come quelle di molti operai che hanno tentato di suicidarsi piuttosto che morire a causa del monossido di carbonio. La miniera di carbone, in cui secondo il bilancio provvisorio sono morte circa 300 persone, era stata citata in un rapporto di quattro anni fa stilato dalla Camera degli architetti e degli ingegneri (TMMOB) turca, per la quale c'erano carenze nella sicurezza. Il sito di Hurriyet, uno tra i maggiori quotidiani turchi cita il testo dal titolo "Incidenti sul lavoro nelle miniere", che spiegava come il carbone del bacino di Soma presenta un alto livello di metano, il che lo rende suscettibile a ogni minimo errore.

"Nessuna produzione andrebbe fatta, prima che venga completata la necessaria ricerca. Realizzare la produzione, senza esperienza, potrebbe portare al disastro", avvertiva il rapporto. 
Stando alle verifiche degli esperti era già emerso che nell’impianto di Soma mancavano vie alternative ai minatori per emergere in superficie, il sistema di ventilazione era carente, mancava un sistema di pre-allarme. Ancora, veniva posta l'attenzione ai problemi negli impianti elettrici. Soprattutto, erano insufficienti le stazioni d'emergenza e gli impianti d'evacuazione e questo avrebbe potuto portare - secondo il rapporto citato da Hurriyet - a conseguenze catastrofiche. Questa delle stazioni di emergenza è una circostanza già emersa dalle prime testimonianze dei superstiti. E la stessa proprietà ha ammesso che la camera-rifugio che avrebbe potuto salvare molte vite non era stata ancora costruita. Quando si era cominciato a lavorare nella miniera, ha spiegato il direttore generale della Soma Holding, Ramazan Dogru, in un'affollata conferenza stampa, la miniera disponeva di una camera di sopravvivenza, in grado di ospitare 500 persone; ma era stata chiusa quando la produzione si era spostata in un'altra zona della miniera.

I superstiti parlano di operai che  "picchiavano la testa contro i muri", "le loro maschere non funzionavano". In fondo c'erano anche Hasan, 43 anni, e Ferhat, 19, padre e figlio. Lavoravano nella stessa squadra. Il padre si era allontanato per fare rapporto. La miniera all'improvviso si e' riempita di fiamme. Tutti correvano verso l'uscita. Hasan si e' buttato verso il fondo, verso Ferhan. Li hanno trovati, padre e figlio, abbracciati nella morte. 
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