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Alitalia, da martedì un nuovo giro di incontri. Usb: "Gli esuberi sono ingestibili"
La trattativa Alitalia si protrarrà per almeno un mese. Il 15 luglio sembra, a tutti gli effetti, la data ultima per il confronto sindacale. Martedì è convocata una seconda riunione con i sindacati per ulteriore analisi di merito di tutti gli ambiti riguardanti il personale. Pertanto, l’USB confermato le assemblee dei lavoratori a Fiumicino, spostandole da martedì 17 giugno al giorno successivo, 18 giugno, aperte a tutto il personale presso la sala mensa, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.00.

Una volta ufficializzato il numero degli esuberi, ora alle parti sociali l'unico ripiego consentito è quello di trovare soluzioni non traumatiche. Ovviamente, sta uscendo di tutto. E il ministro Lupi dà idea di non volersi sottrarre alla fiera delle corbellerie. Tra le altre cose ha proposto l'esternalizzazione di alcuni servizi che poi Alitalia dovrebbe acquistare dai propri dipendenti licenziati un momento prima.
Il piano industriale fatica a vedere la luce anche a causa della posizione di forte debolezza di Alitalia e del Governo. In base alle tracce uscite in questi giorni, secondo Usb, su molte delle questioni strategiche il progetto industriale determinato dall'alleanza con Etihad, e presentato dall'A.D. di Alitalia Del Torchio, è ambizioso ed in controtendenza con gli errori e gli “orrori” del passato.

"Il problema è che proprio gli errori di questi decenni hanno portato l'Alitalia a questo appuntamento in condizioni drammatiche",si legge in un comunicato.

Ciò che l’USB ritiene ingestibile, peraltro in una previsione di sviluppo per i prossimi anni, è il pesantissimo di esuberi (circa 150 piloti, 420 assistenti di volo e 1700 personale di terra) previsti dal piano industriale ed ulteriori richieste di taglio del costo del lavoro.

Secondo la dirigenza Alitalia, entro la metà di luglio la trattativa dovrà essere definita per evitare il tracollo aziendale e permettere a Etihad di concludere il contratto alle condizioni pattuite.

Pur prendendo atto dell'atteggiamento franco del capo azienda, l’USB ha ribadito con la massima chiarezza che senza una politica di “esuberi zero” e di ricollocazione delle migliaia di esuberi frutto dei precedenti piani industriali, e senza la necessaria assunzione di responsabilità da parte del Governo, la situazione rischia di essere ingestibile.

Per questo l’USB chiama il Governo ad affrontare immediatamente le contraddizioni di un mercato che impiega la metà degli addetti rispetto ad altri paesi europei, che raddoppia i passeggeri ma licenzia 12.000 lavoratori in pochissimi anni; dove le low-cost taglieggiano gli aeroporti imponendo tariffe dimezzate rispetto le concorrenti e al tempo stesso aziende di handling falliscono una dietro l'altra, come nel caso Groundcare a Fiumicino e Ciampino.

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