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"In Cgil non c'è più una segreteria ma uno staff di Camusso". Intervista a Nicola Nicolosi
Sarà votata oggi dal Direttivo della Cgil la nuova segreteria della confederazione. Entrano Nino Baseotto, segretario della Cgil Lombardia, Franco Martini, segretario generale della Filcams e Gianna Fracassi della segreteria della Flc. Escono invece dalla segreteria confederale, Vincenzo Scudiere, che dopo avere avuto la responsabilità delle politiche contrattuali, ha svolto l'incarico di segretario organizzativo della Cgil, Nicola Nicolosi (che in segreteria ha avuto la responsabilità dei settori pubblici) ed Elena Lattuada che in segreteria ha avuto la responsabilità della contrattazione e che ora andrà a ricoprire il ruolo di segretario della Cgil Lombardia. Sono confermati invece Danilo Barbi, Vera Lamonica, Fabrizio Solari e Serena Sorrentino. Per la prima volta dopo decenni, nella segreteria nazionale non c'è più un rappresentante della sinistra sindacale. Controlacrisi ha intervistato Nicola Nicolosi. 

Una segreteria completamente in mano al segretario generale. Qual è il tuo commento?
Susanna Camusso nelle sue funzioni di leader della Cgil ha scelto la divisione e non l'unità, non il governo unitario. Se nella storia della Cgil si fosse usato il criterio che sta usando lei i socialisti non sarebbero mai stati presenti nella segreteria nazionale. Lei stessa non sarebbe diventata segretaria. Ora lei sceglie di non avere minoranze. 

Ti sei fatto una idea sul perché di questa scelta così grave per la stessa storia della Cgil? 
Sì, ed è evidente che è debole sia sul piano del programma che della prospettiva politica. E non è in grado di reggere una dialettica interna degna di questo nome. Non c'è un'altra spiegazione. 

Insomma, si riconferma lo schema di una Cgil in forte crisi...
Abbiamo bisogno di unità. Con questa torsione autoritaria vengono messi i presupposti per aumentare il grado del conflitto. Lei sta scegliendo la strada di far fuori tutti quelli che non sono d'accordo. A questo punto però, visto che stiamo parlando della segreteria politica dell'organizzazione non è un killeraggio individuale ma politico, ripeto, che in Cgil non c'è mai stato in quanto da sempre l'obiettivo è stato quello di mettere insieme le pluralità. Di fatto ha trasformato la segreteria in uno staff del segretario generale. 

A questo punto? 
 
A questo punto usciremo con un documento la prossima settimana che sarà la base per la costituzione di un'area programmatica all'interno del direttivo nazionale. Si tratta di 25 compagni e compagne che hanno sostenuto lo scontro nella parte finale del congresso nazionale. Con la Fiom avremo un rapporto nell'ambito di una concezione confederale della nostra azione poilitica anche se su venticinque componenti ben sette sono di questa organizzazione. 
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