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Catania, lavoratori precari sul tetto del Teatro Bellini contro licenziamenti e precarietà
Lavoratori del Teatro Bellini di Catania da questa mattina sono sul tetto dell'edificio per protestare contro lo stato di precarietà che ormai vivono da anni. In particolare, si dicono "delusi" dall'esito delle riunioni con i vertici dell'ente e che chiedono di essere riassunti. Sulla facciata del teatro è stato appeso uno striscione con la scritta: "Un popolo senza teatro e' un popolo morto". I precari, circa una trentina, sono stati licenziati dal dicembre dello scorso anno. E da allora è solo un susseguirsi di contratti precari rinnovati di mese in mese.
“Protestiamo per la stabilità innanzitutto – spiega uno dei lavoratori che svolge per il teatro la mansione di falegname – perché è da 20 anni che siamo qui e occupiamo posti vuoti in pianta organica. Noi siamo venuti tutti dagli uffici di collocamento, non siamo raccomandati ed è bene che questo il presidente Rosario Crocetta lo sappia. Desideriamo una volta per tutte che il sindaco di Catania venga a protestare insieme a noi”.
“Siamo noi che mandiamo avanti il teatro – aggiunge un altro manifestante – stiamo dietro le quinte, ma non contiamo nulla. Gli usceri, i falegnami, i pittori, gli addetti al carico e scarico e alla sicurezza tutte persone che da anni svolgono questa attività e che a causa dei tagli sono stati messi alla porta”. “Queste persone hanno zero possibilità di futuro – ha detto Antonio D’Amico, segretario generale Fistel Cisl Catania – perché la Regione con questi tagli oltre a decretare la morte del teatro dovrebbe garantire i livelli occupazionali dei lavoratori che sono stagionali storici e non occasionali, in teatro da almeno 20-30 anni. Metterli in mezzo alla strada sarebbe una perdita sociale. Il teatro non li ha assunti perché non ci sono i soldi neanche per gli stabilizzati, ma la Regione e il Comune devono fare assolutamente qualcosa”.
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