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Salario minimo, riprende negli Usa la lotta dei fast food
Ieri è stato il giorno del Labour Day, la festa del lavoro, negli Usa. E il presidente Obama è tornato a sollevare il tema dell'aumento del salario minimo a 10,10 dollari l'ora, spiegando che questo servira' a rafforzare la ripresa economica e la condizione di milioni di lavoratori americani: "Non sto chiedendo la luna, ma voglio un buon accordo per i lavoratori americani", ha sottolineato Obama.
Dopodomani i dipendenti dei fast food incrociano di nuovo le braccia per chiedere proprio l'aumento del salario minimo. L'obiettivo, però, e' quello di ottenere 15 dollari l'ora. E questa volta non si trattera' di un semplice sciopero. I dipendenti delle principali catene come MacDonald's, Burger King, Wendy's e Kfc, al grido di 'Fight For 15' (lotta per i 15 dollari) sono disposti anche alla disobbedienza civile, seppur non violenta, pur di attirare l'attenzione sul problema. La giornata di mobilitazione nazionale e' programmata per il 4 settembre e interessera' oltre cento citta' degli Stati Uniti. "Giovedi' - ha detto Terrence Wise, dipendente di Burger King - saremo pronti a farci arrestare per dimostrare il nostro impegno nella lotta per conquistare i 15 dollari".

Negli Stati Uniti, i lavoratori manifestano da due anni per avere un salario di almeno 15 dollari all'ora. Molte catene di fast-food e gli operatori in franchising hanno più volte dichiarato che la paga di 15 dollari all'ora è irrealistica e spazzerebbe via i profitti di molti ristoranti.
Molti datori di lavoro hanno minimizzato la portata dello sciopero, affermando che solo un piccolo gruppo di lavoratori ha partecipato alla precedente protesta, con un impatto molto basso sull'attività. Diverso il resoconto degli attivisti, secondo cui la protesta di maggio interessò i ristoranti di 150 città in tutti gli Stati Uniti, molti dei quali costretti a chiudere per alcune ore, che coinvolse anche una trentina di Paesi di tutto il mondo. Alla loro protesta potrebbero unirsi, giovedì, migliaia di
assistenti domestici.
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