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Art. 18, di nuovo scontro tra Cgil e Fiom: "La scelta del 18 ottobre è intempestiva e irrispettosa"
Sulla risposta da dare al Governo la Fiom, anticipando la manifestazione al 18 ottobre spariglia le carte in tavola, riaprendo di fatto lo scontro con la Cgil, che intanto andava tessendo una complicatissima e delicatissima manifestazione unitaria in cui, ancora ieri, lo sciopero “è una delle possibilità”. Con la nuova data anche Cgil, Cisl e Uil dovranno fare i conti.

All’inizio della prossima settimana dovrebbe tenersi una riunione tra i tre leader di Cgil, Cisl e Uil. Anche le sigle del pubblico impiego, ben 14 in tutto dalla scuola alla sanita', hanno deciso di scendere in piazza, con un appuntamento fissato per l'8 novembre contro il blocco della contrattazione. Che la temperatura tra Landini e Camusso stia di nuovo salendo lo si capisce da una dichiarazione del coordinatore della siderurgia, Gianni Venturi, che di fatto rappresenta la segreteria Cgil in Fiom. "La scelta della segreteria della Fiom – ha detto Venturi - non solo non rispettosa delle decisioni assunte nella riunione della direzione nazionale, ma intempestiva". Cosi', aggiunge, "si rischia di indebolire ulteriormente la ricerca e la prospettiva di una mobilitazione unitaria".
"Le scelte di queste ore del Governo in materia di mercato del lavoro e di Statuto dei Lavoratori, mettono tutti di fronte alla responsabilita' di costruire una risposta all'altezza della sfida che viene portata, non solo e non tanto ai sindacati, ma alla 'civilta' del lavoro' di questo Paese", spiega il sindacalista.

Per la Fiom pero' non c'e' piu' tempo e bisogna agire, perche' il rischio e' il "ritorno all'800". Per Maurizio Landini sembra anche svanire il feeling con il premier: "sull'art. 18 Renzi deve dimostrare quanto e' 'figo' all'Europa", mentre bolla il contratto a tutele progressive a "una presa per il c...".
L'Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Fiom-Cgil – che si terrà il 26 e 27 settembre a Cervia - deciderà in dettaglio le modalità della manifestazion del 18, pronta a rilanciare anche su tutta la piattaforma di politica industriale chiesta dai metalmeccanici.

Sulla Cgil, c’è il giudizio molto critico di Gianni Rinaldini, esponente di punta di Democrazia e Lavoro, la corrente di opposizione in Cgil. “In Cgil siamo in situazione di stato confusionale”, ha detto Rinaldini nel corso del suo intervento all’ultimo Direttivo nazionale. Secondo Rinaldini si conferma una situazione interna bloccata, specie a seguito delle dichiarazioni di Susanna Camusso relative ad una manifestazione il 10 ottobre. “Ci si inventa la piattaforma unitaria su fisco e pensioni – ha proseguito Rinaldini - come documento su cui costruire iniziative. Gli esecutivi unitari non si sono riuniti. Non ci sono state assemblee nei luoghi di lavoro. L'attenzione si è spostata su altro. Abbiamo una totale sfasatura tra le dinamiche sociali e le rivendicazioni su fisco e pensioni. Volutamente unitarie con cisl e uil mentre su altri temi (ad es. Job act) siamo su posizioni molto diverse. Si vocifera di una piazza dei lavori indetta dalla Cgil”.

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