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Roma, riesce in pieno lo sciopero dei trasporti. Oggi pomeriggio il corteo dal Colosseo al Campidoglio
E’ riuscito in pieno lo sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico locale a Roma. Così bene che anche i dati forniti dal prefetto Gabrielli parlano di una astensione dal lavoro del 30%. In realtà il conto di Gabrielli include tutti i dipendenti Atac, quindi nche impiegati emanutentori. Insomma, il differimento attuato da Cgil, Cisl e Uil all’ultimo minuti alla fine ha “incentivato” i lavoratori a scendere in lotta. Secondo i primi dati dell'Unione Sindacale di Base (Usb), che ha proclamato lo sciopero di 24 ore di tutti i trasporti pubblici della Capitale, "la percentuale di astensioni tra i bus di linea è 60% tra il personale operativo Atac (autisti, macchinisti, addetti di stazione, verificatori, ausiliari del traffico) mentre nelle aziende private del Consorzio Roma Tpl emerge il 100% di adesione alla Trotta Bus".
Per Usb i dati "dimostrano non solo il fallimento del tentativo di boicottaggio da parte dell'assessore Esposito, ma che i lavoratori ribadiscono con forza il netto no alla privatizzazione di Atac e rivendicano i loro diritti nelle aziende del Consorzio Roma Tpl".
Code e forti rallentamenti si sono registrate da stamani su quasi tutte le consolari, via Flaminia,via Cassia, via Salaria, via Portuense, via Colombo, via Casilina, sulla Tangenziale est, sul Grande Raccordo Anulare e all'Ostiense, da dove è partito stamani un corteo degli studenti diretto nel centro.  

“L’assessore Esposito, ormai allo sbando, ci accusa di sciopero politico per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica - dichiara Guido Lutrario, dell’USB di Roma e Lazio  - Ricordiamo che noi stiamo scioperando perché i controsoffitti della Metro A cadono sulla testa degli utenti e dei lavoratori, così come ieri lo sportello di un bus si è staccato schiacciando una cittadina che ora rischia di perdere un braccio”.“Basta con le fandonie e la campagna di odio contro i lavoratori – avverte Lutrario -  i disagi che soffrono i cittadini tutti i giorni sono dovuti agli scarsi investimenti anche nella sicurezza. E allora chiediamo, dove è finito il tesoretto da 700 milioni di euro dei biglietti falsi di Atac? Perché non si parla più di quell’inchiesta? Questi buchi si trasformano in tagli dei servizi essenziali, rialzo del costo del biglietto e aumento delle tasse”.

Per Paolo Ferrero, segretario del pre, i lavoratori dei trasporti vanno ringraziati perché hanno fatto sentire la loro voce. "I nemici degli utenti e dei turisti - aggiunge - sono una dirigenza inetta e ad una giunta iniqua che giorno dopo giorno stanno peggiorando il servizio di trasporto pubblico, con l'obiettivo esplicito di arrivare ad una sua privatizzazione". "La presa di parola dei lavoratori attraverso l'esercizio di un loro diritto costituzionale - conclude - va salutato molto positivamente perché indica la strada attraverso cui rilanciare il servizio. Il governo invece di continuare a parlare con toni terroristici degli scioperi faccia una cosa semplice: ascolti i lavoratori e stanzi i soldi per dar loro una risposta".  



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