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Sardegna, gli ex-esposti amianto minacciano una denuncia per strage contro Stato e Regione
Minaccia una denuncia alla magistratura per strage nei confronti di Stato e Regione Sardegna l'Associazione ex esposti amianto, l'Areas, che pochi giorni fa a Oristano, alla Conferenza regionale sull'amianto ha rinnovato la richiesta di fondi e stanziamenti sufficienti ad affrontare quella che e' una vera e propria emergenza. "Lo Stato e la Regione adesso sanno qual e' l'entita' del problema", ha spiegato il presidente dell'Areas Giampaolo Lilliu. "Non si puo' piu' far finta di nulla. Devono essere stanziate le risorse per la bonifica e per la tutela degli ex esposti e dei loro familiari. Altrimenti siamo pronti a rivolgerci alla magistratura".Lilliu, oltre a richiede fondi a sufficienza (la Regione ha stanziato appena 10 milioni), ha avanzato alcune proposte. "La Regione deve affidare ai Comuni e non piu' alle Province la gestione dei contributi per le bonifiche dall'amianto", ha detto il presidente dell'Areas. "Si deve pensare, inoltre, a impianti che consentano lo smaltimento dell'amianto e non solo alle discariche di stoccaggio. Cosi' come va avviata la micro-raccolta dell'amianto con appositi kit da dare ai cittadini, per evitare anche il proliferare delle piccole discariche nelle periferie dei centri abitati o nelle campagne".
Il presidente dell'Associazione ex esposti ha quindi rinnovato l'istanza per un allargamento della sorveglianza sanitaria ai familiari degli ex esposti all'amianto e chiesto l'istituzione di un fondo regionale per le vittime dell'amianto che integri quello nazionale esistente. La Conferenza regionale sull'amianto si era aperta al teatro Garau di Oristano con un minuto di raccoglimento per tutte le vittime dell'amianto chiesto dal sindaco del capoluogo Guido Tendas poco prima del saluto ufficiale. In Sardegna sono presenti 1.101 siti pubblici o aperti al pubblico in cui si registra la presenza di amianto, materiale altamente cancerogeno. Tra questi ci sono 323 scuole, 69 ospedali e case di cura, 176 uffici della pubblica amministrazione, 35 impianti sportivi, 69 tra caserme e carceri e 23 chiese, tutti ancora da bonificare.
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