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Toscana, lavoratori in rivolta a Cascina contro la distruzione degli spazi culturali e teatrali
Per tre giorni hanno bloccato il teatro costringendo la direzione ad annullare gli spettacoli (uno con Paolo Rossi) , presidiando il 6 e il 7 Marzo dalle ore 17 a tarda sera i cancelli, distribuendo volantini e manifestando il loro no ai licenziamenti. E già si annunciano nuovi scioperi. Sono i lavoratori del teatro di Cascina, in provincia di Pisa. La loro mobilitazione, sostenuta da Cobas, Cgil e Cisl, sta provocando polemiche e scontri in Provincia di Pisa soprattutto con il comune di Cascina e il suo sindaco del Pd Antonelli che ha speso parole solo negative contro lo sciopero inviando alla stampa un segnale che i lavoratori in lotta hanno giudicato " l'ennesima beffa"ai loro danni.

La Fondazione Sipario Toscana onlus è nata nel 1993 dalla cooperativa Sipario, in questi 20 anni ha messo insieme attività di ricerca, di sperimentazione, teatro di strada e per ragazzi, ha creato spettacoli inviati in turnè per tutta Italia oltre a una stagione teatrale e concertistica di tutto rilievo. I proprietari sono il Comune di Cascina e la Provincia di Pisa che con la sua dismissione ha fatto venire meno una quota dei finanziamenti pubblici indispensabili per le attività teatrali. Assenza di finanziamenti pubblici ma anche un debito contratto nel passato, questa situazione è nota dalla estate 2014 con il Comune di Cascina e la Regione Toscana che hanno voluto un piano di abbattimento del debito che ad oggi supera 600 mila euro. Federico Giusti dei Cobas ci spiega cosa è accaduto negli ultimi mesi: “Il vertice del Teatro è del Pd, il Pd ha deciso a livello comunale e regionale di tagliare posti di lavoro rinunciando a piani alternativi di contenimento della spesa. Per settimane i lavoratori hanno lavorato a un piano di risanamento, disponibili a ridursi in parte lo stipendio e a reinternalizzare alcune attività ma i loro sforzi non hanno prodotto i risultati sperati e alla vigilia di un incontro pochi giorni fa la direzione ha annunciato di non volere la trattativa ma solo i licenziamenti”. L

a nuova legge sui teatri porterà alla distruzione di strutture e di posti di lavoro, si fa strada l'idea che i soli posti di lavoro saranno precari e a giornata, ora si tagliano tecnici e personale di pulizia, domani gli amministrativi, i posti a tempo indeterminato sembrano diventati incompatibili con le attività teatrali, il jobs act si materializza in ambito culturale con questi tagli e con una sporca campagna mediatica che vuole far apparire i lavoratori in scioperi come la causa e non le vittime della attuale situazione.

Nei prossimi giorni i lavoratori in lotta prepareranno un dossier, dalle prime anticipazione risultano operazioni con le banche errate e oneri insostenibili, il mancato accordo con il comune per il servizio tesoreria e l'assenza di controlli dei collegi revisori e degli enti locali, gli stessi che oggi invocano tagli occupazionali e tacciono sull'utilizzo della direzione teatrale di personale esterno (con aggravio di spesa) al posto di quello interno per spettacoli e tournè
per dare forza alle loro istanze , i lavoratori hanno dato vita ad una petizione e hanno aperto un profilo fb per raccogliere solidarietà.

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