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Rieti, oggi l'addio a Silvio, l'ultimo "suicidato" dalla crisi

Si svolgerano oggi pomeriggio a Rieti i funerali di Silvio Paoselli, il “mugnaio buono” di Contigliano che si è suicidato pochi giorni fa gettandosi nel lago del salto. Silvio è solo l’ultimo di una serie di “morti da crisi” che da qualche anno a questa parte caratterizzano il panorama sociale. All’uomo, conosciuto anche a Roma perché vendeva i suoi prodotti presso il grande mercato contadino di Capannelle, era stato messo all’asta il molino, che gli dava da vivere. Silvio, che per scelta conduceva una vita frugale e lontana dal consumismo, alla fine non ce l’ha fatto proprio contro le banche. I coltivatori e gli allevatori amici di Silvio hanno deciso di gridare al mondo la loro rabbia per quanto accaduto. Ieri a Capannelle si sono cosparsi di bianco presentandosi cos’ ai clienti venuti per gli acquisti settimanali. “Quel mulino antico è stato acquistato all’asta per una speculazione immobiliare; venduto assieme alla vita di Silvio che non ha retto il dolore di non poter più mettere piede nel tempio della sua vita”, hanno sottolineato. “Chiediamo che gli speculatori che hanno comprato all’asta il mulino di Silvio non debbano fare del manufatto aziendale un utilizzo diverso da quello per cui Silvio ha sacrificato la sua vita. Chiediamo che non vengano consentiti cambi di destinazione d’uso di quel manufatto. Chiediamo che la triste vicenda della morte di Silvio sia dibattuto dal Consiglio comunale di Contigliano, da convocare con urgenza in seduta straordinaria per trovare un modo per impedire qualunque speculazione su quel manufatto”. Oreste Molinari, amico di Silvio e compagno di avventure nei mercati, ci ricorda che Silvio per la giornata di domenica 8 marzo, aveva organizzato al mercato di Capannelle un grande evento in occasione della Festa della Donna. “Avrebbe macinato in diretta la farina, e poi preparato e cucinato gli strozzapreti per tutti i clienti e gli amici del mercato”. I piccoli produttori agricoli ed i piccoli trasformatori che in questo momento di crisi, schiacciati tra la tirannia della grande distribuzione e l’indifferenza delle istituzioni, sono esasperati e trovano uno sbocco alla loro crisi solo grazie al rapporto diretto con i consumatori, attraverso gruppi di acquisto e mercati di filiera corta autogestiti. Aziende il cui reddito agricolo dipende principalmente dalla vendita dei prodotti e non dai trasferimenti pubblici. I responsabili del Mercato Contadino rivolgono un appello al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed all’Assessore all’Agricoltura Sonia Ricci, affinché venga istituito con urgenza un fondo di solidarietà per i produttori in difficoltà che rischiano di perdere i propri beni aziendali. Questa volta pretendono risposte concrete. “Non deve più accadere”, ci segnala Erminio Latini l’allevatore che ha ricoperto importante cariche istituzionali a difesa del mondo rurale, “che si perdano terre e beni aziendali per aver saltato qualche rata di mutuo. Deve essere immediatamente istituito un fondo di solidarietà per salvare le piccole aziende in crisi ”. Non si pignorano intere vite.
Molinari, che è anche consigliere del Consorzio Tutela Frascati, ricorda che “analoghi gravi problemi li viviamo anche nel settore vitivinicolo, dove la crisi continua a mietere vittime. Chiediamo anche al Ministro dell’Agricoltura di contribuire per l’istituzione di un fondo di solidarietà per sostenere i piccoli imprenditori agricoli che rischiano di veder pignorati e venduti all’asta i beni aziendali ”. Intanto gli amici del mercato contadino di Silvio si stanno organizzando per una raccolta pubblica di fondi che serva a salvare quel mulino venduto all’asta, per donarlo alla famiglia.

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