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Gdo in crisi, lavoratori di Auchan e Carrefour sabato 9 maggio protestano con un presidio in piazza Farnese
In crisi il settore della grande distribuzione nella Capitale, dove sono a rischio centinaia di posti di lavoro in aziende come Auchan, Carrefour e MediaWorld. "Si tratta di aziende importanti, che hanno aperto o stanno aprendo procedure di licenziamento collettivo - spiega il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica- con pesanti ripercussioni a livello occupazionale, che si vanno ad aggiungere ai dati già drammatici della disoccupazione giovanile e della cassa integrazione. Oltre che alle 500 chiusure di esercizi commerciali nella nostra città nei primi quattro mesi dell'anno".

Sono 38 attualmente i dipendenti del Carrefour di via delle Ciliegie a rischio licenziamento. Situazione che si va ad aggiungere ai trasferimenti a Terni, Tarquinia e L'Aquila dei 24 dipendenti dei due punti vendita Carrefour market di Villa Borghese e piazzale Tripolitania che chiuderanno i battenti sabato prossimo. E non va meglio per la catena di Auchan che, a causa della crisi e "della riduzione degli scontrini", ha dichiarato un esubero di 1.426 lavoratori a livello nazionale, di cui 75 solo nelle tre sedi storiche della Capitale: Casalbertone, Collatina e Parco Leonardo.
"Auchan e Carrefour aderiscono a Federdistribuzione che ha disdettato il contratto nazionale di lavoro del commercio terziario e sta cercando di portare avanti una trattativa per procedere alla stipula di un contratto fortemente sfavorevole per i lavoratori appellandosi alla crisi del settore", spiega il segretario generale della Uiltucs Uil territoriale, Giuliana Baldini. "Stanno scaricando sui lavoratori – prosegue Baldini - i costi di politiche commerciali sbagliate arrivando a chiedere in alcuni casi l'eliminazione strutturale di istituti tipici del ccnl quali la 14ma mensilità. Entrando nei magazzini Auchan in questi giorni possiamo notare festoni e palloncini che celebrano le giornate di festa del cliente che sono in netto contrasto con quello che accade nelle case dei 1.426 lavoratori che non hanno di certo molto da festeggiare".

Tanto che gli stessi lavoratori dei due gruppi hanno indetto per sabato 9 maggio un presidio in piazza Farnese, per protestare contro i tagli e le nuove politiche aziendali. Non se la passa bene nemmeno MediaWorld, che ha dichiarato un esubero di 120 dipendenti solo su Roma. Di questi 45 sono del punto vendita della Romanina che chiuderà i battenti il prossimo 15 giugno. "Una situazione preoccupante - commenta Civica - che vede la Capitale protagonista di una crisi che, nonostante gli annunci ufficiali della politica, continua a mietere vittime e, a differenza di altre città, sembra non avere via d'uscita. Gli stessi dati confermano purtroppo un andamento generale peggiorativo".

In controtendenza, spiega il sindacato, rispetto al resto del paese e nonostante il dato sottostimato (per mancanza di copertura) della cig in deroga, la cassa integrazione nel Lazio ha subìto a marzo un'impennata del 97,6% rispetto al mese precedente, dato che lo colloca al quarto posto nella classifica nazionale delle regioni con l'aumento più alto. Ed è stata sempre la Capitale a pagare il prezzo più alto, con un incremento delle ore complessive di cig pari al 182,3% e una cassa integrazione straordinaria pari al +264%. "Numeri che dovrebbero far riflettere seriamente -commenta Civica- soprattutto considerando che nel resto d'Italia l'andamento generale è decrescente, anche per via della riduzione della cassa in deroga, finanziata per solo cinque mesi. La crisi dei grossi marchi, oltre a rappresentare un segnale inquietante, influisce negativamente sulla situazione generale, contribuendo a fare di Roma una delle città più a rischio a livello nazionale. Se a ciò si aggiunge una tassazione tra le più elevate d'Italia, il quadro è facilmente comprensibile purtroppo".

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