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Sulla pelle dei precari. Il ricatto di Renzi che minaccia di far saltare le assunzioni
"Con 3mila emendamenti non si fa tempo ad assumere per settembre". Il presidente del Consiglio gioca duro sulla pelle dei precari della scuola. E lancia il suo ultimatum all’opposizione interna e ai sindacati. Dopo gli schiaffi presi su amministrative e migranti, tenta la classica mossa del cavallo, attraverso un ricatto esplicito: o si approva la “Buona scuola” oppure niente precari in ruolo. La sortita di Renzi sulle assunzioni ha fatto crescere la rabbia di Susanna Camusso che ha parlato di "pura operazione di vendetta: siccome non gli abbiamo dato ragione dice che non si assume". 

Non solo, secondo Renzi, lo stallo in Senato, “è la conseguenza delle scelte dell'opposizione". "Noi ci siamo,spero anche gli altri", spiega dopo aver annunciato per inizio luglio una conferenza sulla scuola che comprenda i sindacati, gli insegnanti e le famiglie.Un semplice teatro della marionette che dovrebbe consentirgli qualche modifica “a sua immagine e somiglianza”, tra l’altro non formulata nell’unica sede formale giusta, il Senato. Tra i vari bluff del presidente del Consiglio, anche quello che riguarda l'Europa. Sembra dimenticare infatti che ad imporre l'assunzione dei precari c'è una sentenza della Corte di giustizia. 

Se Camusso commenta stizzita, più accomodante sembra il segretario della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo. "Il Presidente del Consiglio ha preso atto che il disegno di legge sulla scuola e' pessimo e per questa ragione ha provocato una forte opposizione di docenti, ata, dirigenti scolastici, studenti e famiglie”. “Si faccia un decreto per le 100 mila assunzioni – aggiunge - si preveda un piano pluriennale di immissioni in ruolo", aggiunge. "Su un progetto di cambiamento della scuola pubblica - conclude il sindacalista - bisogna aprire un reale confronto con chi nella scuola vive e lavora. Se invece intende scaricare le responsabilita' delle mancate assunzioni sul parlamento e su chi ha contrastato il
disegno di legge sulla brutta scuola sappia che non siamo d'accordo. Nelle prossime ore valuteremo unitariamente la nuova situazione e le necessarie risposte".

Per i sindacati le assunzioni saltano “perché in realtà la Commissione Bilancio stava sollevando parecchi dubbi, troppi. Le risorse disponibili non sono assolutamente sufficienti per assumere 100mila e più precari. A questo punto rimarranno solo le assunzioni necessarie a coprire i turn over legati ai pensionamenti. E così viene disvelata la verità: fino a questo momento Renzi ha preso in giro tutti, il mondo della scuola ma anche il suo stesso partito", dice Stefano d'Errico, segretario nazionale Unicobas "Renzi parla di una Conferenza nazionale della scuola per il mese di luglio – aggiunge -. Non si faccia illusioni: anche se le scuole sono chiuse noi saremo presenti”. “Il 14 luglio sarebbe proprio una bella data per la Conferenza sulla scuola: è bene che Renzi lo metta nel conto fin da subito", conclude rilanciando il presidio sindacale che da oggi stazionerà a Piazza delle Cinque Lune a Roma.
Reazioni di segno negativo arrivano anche dal mondo politico.
Per Stefano Fassina, “la responsabilità del ritardo è interamente e esclusivamente del governo che ha respinto la proposta fatta mesi fa di attuare le norme relative alle assunzioni per decreto e aprire un confronto vero con il mondo della scuola per arrivare all'approvazione entro l'estate di un testo condiviso". "Il governo - continua Fassina - ha fatto decine e decine di decreti su tutto, anche quando i requisiti di necessità e urgenza erano dubbi. Invece, sulla scuola ha sin dall'inizio usato l'intervento e le connesse assunzioni degli insegnanti per limitare l'autonomia del parlamento e per colpire posizioni critiche". "E' ora che il governo smetta di fare giochi politici sulla pelle di studenti, docenti e famiglie. Il governo faccia domani stesso un decreto per le assunzioni degli insegnanti oppure dia ok in Commissione Cultura per lo stralcio delle norme relative alle assunzioni", conclude il deputato della minoranza Pd.
Anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle della commissione Cultura di Camera e Senato respingono la “menzogna” di Renzi sulla responsabilità delle opposizioni. “Le opposizioni, responsabilmente, da mesi stanno indicando a Renzi la strada alternativa e il M5S è stato il primo a chiedere di stralciare dalla riforma la parte sul reclutamento e di approvarla velocemente per arrivare a settembre con i precari in cattedra. Se Renzi avesse voluto, poteva farlo già a marzo e se volesse, potrebbe farlo anche oggi stesso. La verità è che non vuole e di questo si assumerà lui, e lui soltanto, la responsabilità e ne risponderà non solo davanti al mondo della scuola, ma davanti al Paese tutto".

Intanto, arriva anche in Calabria, a Lamezia Terme, lo sciopero della fame a staffetta dei docenti contro il ddl Scuola. Iniziato a Bologna con prosecuzione a Ferrara fino mercoledì, il testimone verrà ripreso per raccogliere quindi le testimonianze, le riflessioni e i pensieri di chiunque vorrà lasciare il proprio segno.

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