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Puglia, muore un terzo bracciante nel giro di pochi giorni per il troppo lavoro
E’ deceduto un altro bracciante nelle campagne pugliesi. L’uomo, un tunisino di 52 anni, si è sentito male nella tarda mattinata di martedì dopo un lungo turno di lavoro nei pressi di Polignano a Mare.
Lascia lascia moglie e quattro figli. Si tratta della terza morte sospetta di lavoratori stagionali in Puglia. Nelle scorse settimane sono deceduti un immigrato sudanese nelle campagne di Nardò, in provincia di Lecce, e una donna italiana originaria di San Giorgio Jonico (Taranto) impegnata nelle campagne di Andria.

"Se pure emergesse che il lavoratore aveva un contratto regolare - denuncia Aboubakar Soumahoro, dell'Esecutivo Nazionale USB - la condizione generale nel quale oggi sono impiegati i braccianti è da considerare medioevale sotto ogni profilo dal punto di vista dei diritti, della dignità persona nonché del lavoro". "Queste morti vanno di pari passo con l'aggressione e l'attacco in corso ai danni dei diritti di tutti i lavoratori, in particolare in un settore dove la mancanza di tutela la fa da padrone".

L'USB, in collaborazione con la Chiesa Evangelica Metodista, ha aperto uno ‘Sportello Migranti’ a Venosa, in provincia di Potenza, in modo da poter esser un riferimento per tutti coloro che vedono negati i loro diritti fondamentali. “Andremo avanti con questo impegno, coinvolgendo tutte le altre regioni italiane", conclude Soumahoro.
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