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Rappresentanza, le critiche dei Cobas all'accordo tra Coop, Cgil, Cisl e Uil
Agci, Confcooperative e Legacoop nei giorni scorsi hanno sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil l'accordo interconfederale sulla rappresentanza. A fine luglio, le associazioni AGCI, la CONFCOOPERATIVE, la LEGACOOP ed i sindacati CGIL, la CISL, la UIL, hanno sottoscritto l’accordo interconfederale sulla rappresentanza nel comparto cooperativo italiano. Al negoziato per il rinnovo del CCNL parteciperanno solo le organizzazioni sindacali che abbiano ottenuto una rappresentatività non inferiore al 5%. Un passaggio del tutto formale che non tiene volutamente conto del fatto che nella stragrande maggioranza delle cooperative non esistono Rsu ma solo Rsa , quindi rappresentanti non votati dai lavoratori. L'accordo interconfederale del 2014 viene cosi' aggiornato recependo il Testo unico sulla rappresentanza. Contro il testo, da registrare le critiche dei Cobas. “Di particolare gravità – si legge in un comunicato - è il fatto che l'accordo tende a circoscrivere ai minimi termini le agibilità sindacali, si sostiene perfino che un eventuale passaggio da rappresentanze sindacali aziendali a rsu non debba rappresentare un aumento dei costi per le cooperative (!) e in ogni caso a decidere le elezioni rsu non potranno essere i lavoratori e le lavoratrici ma solo le organizzazioni sindacali rappresentative con il 50% piu' uno derivante dalla sommatoria di deleghe e voti sindacali”. “Tradotto in altri termini – proseguono i Cobas - si vuole impedire ai lavoratori e alle lavoratrici di organizzarsi in autonomia con i sindacati di base ed indire elezioni rsu raccogliendo le firme tra lavoratori e lavoratrici, cio' a prescindere dalla reale rappresentatività di questi sindacati di regime nei singoli luoghi di lavoro, insomma potere di veto a cgil cisl uil anche quando non siano presenti e rappresentati nei luoghi di lavoro”.
“Perfino il diritto di affissione dei comunicati in bacheca – infine -sembra essere prerogativa solo di cgil cisl uil per non parlare poi delle deroghe al contratto nazionale affidate alla compiacente trattativa decentrata che viene ulteriormente rafforzata a discapito del contratto nazionale”.
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