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Roma Capitale, e anche nell'era Tronca i lavoratori riprendono il cammino delle lotte: domani tocca a maestre ed educatrici
Pure con il commissario Tronca i lavoratori del Campidoglio non sotterranno l'ascia di guerra. Domani è in programma la prima giornata di mobilitazione a difesa dei bambini, delle insegnanti, delle educatrici e delle famiglie. L’USB dà appuntamento a tutti all’assemblea presso la sala della Protomoteca in Campidoglio in cui sostenere le necessarie iniziative di lotta. Sarà il primo confronto-scontro con Tronca che sembra voler prendere in "seria" considerazione la condizione dei lavoratori, precari e non, del Comune di Roma. 

La pubblicazione del Documento Unico di Programmazione 2016/2018 per la razionalizzazione dell’ amministrazione economica finanziaria di Roma Capitale mette a rischio il futuro di scuole dell’infanzia e asili nido. L'idea del "commissario" Tronca è quella non solo di privatizzare diversi servizi, ma anche quella di aprire uno scontro sindacale sulla struttura della busta paga. 

Il Dup è composto da oltre 500 pagine di “missioni”, che dovrebbero essere attuate dai commissari-assessori ma già pianificate dalle precedenti amministrazioni politiche, in cui asili nido e scuole dell’infanzia si trasformano in zavorre da espellere insieme alle circa 5.000 lavoratrici precarie del settore. Ricordiamo che a favore delle maestre c'è addirittura una sentenza della Corte europea, che non consente più di avere personale precario in pianta stabile. Quindi, per effetto di altre norme del nostro ordinamento, le insegnanti ed educatrici precarie dovrebbero essere assunte. Per il momento si è andati avanti con le "pezze" di Marino e dei suoi assessori. Ma dalla prossima estate non sarà possibile più alcuna prorogatio. 

"Gli indicatori gestionali mostrano in alcuni Municipi della capitale una preoccupante carenza di asili nido e scuole dell’infanzia - si legge in una nota firmata da Usb - malgrado la costante diminuzione della popolazione di età tra 0 e 6 anni. Se per la scuola d’infanzia, vista una carenza di fondi di 12.375.000 per la copertura dei relativi costi, il DUP propone di cedere agli istituti comprensivi statali la gestione di 90 sezioni, in un’ottica di graduale cessione allo Stato di tutto il servizio, per i nidi la cessione sarà verso il sistema privato: 17 strutture pubbliche verranno affidate a terzi".

Tuttavia non sarà questa la soluzione alla mancanza strutturale di risorse economiche per Roma Capitale. Nello stesso DUP si evidenzia una carenza di 4.400.000 euro per i nidi privati “autorizzati e accreditati” e di 750.000 per quelli in project financing.

"Questi servizi vivono grazie al lavoro e alla professionalità di chi vi opera. Per questo l’USB sostiene che non si debba precarizzare il lavoro, ridurre gli stipendi e squalificare i servizi, ma occorre dar vita ad un piano nazionale straordinario di assunzioni, come garantito per la scuola statale; occorre assicurare il rispetto delle retribuzioni in misura equa e dignitosa, come previsto dalla Costituzione; occorre garantire l’accesso ai servizi educativi collocandoli nel sistema nazionale dell’istruzione e dell’educazione", si legge ancora nella nota.

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