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Trasporti, Usb conferma lo sciopero del 21 aprile: "Basta colpevolizzare i lavoratori"
L’USB conferma lo sciopero indetto in Atac il prossimo 21 aprile insieme a Faisa Confail, Sul e UTL. Lo sciopero sarà di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, e riguarderà bus, tram, metropolitane e ferrovie concesse.

“Impedire il referendum da noi richiesto sull’accordo del 17 luglio scorso, che stravolge le condizioni di 11.600 lavoratori di Atac, è un atto gravemente antidemocratico”, attacca Fabiola Bravi, dell’USB di Roma e Lazio. “Inoltre ci lascia basiti l'atteggiamento aggressivo che le stesse autorità stanno ponendo in essere in questi giorni, a suon di dichiarazioni mediatiche e minacce di precettazioni ai lavoratori, che sono costretti a scioperare per rievocare il diritto ad una scelta su ciò che attiene alla loro vita lavorativa”.

Prosegue la sindacalista: "Dopo i gravi episodi di violenza a danno di autisti e macchinisti avvenuti in questi ultimi tempi, tutto ci aspettavamo da parte delle autorità tranne il totale disinteresse verso questi lavoratori, costretti a pagare in prima persona per i continui disagi causati agli utenti, sia con il loro stipendio che con la loro stessa salute. Alimentare l'odio nei confronti delle fasce più deboli e più colpite è un grave atto di irresponsabilità nei confronti di tutti, lavoratori e cittadini”.

“Non si può pensare che se il sistema è malato, amputarne un arto sia la soluzione a tutti problemi. Soffocare scientemente la protesta – avverte la rappresentante USB - non fa altro che alimentare e amplificare la sofferenza ed il malcontento. Non è un caso che quattro sigle sindacali, seppur con percorsi diversi, abbiano scelto di far fronte comune sulle problematiche dell'Atac”.

“Se la risposta continuerà ad essere la stessa, ovvero l'attacco ingiustificabile al diritto costituzionale dello sciopero, la nostra reazione sarà sempre più decisa. Basta colpevolizzare i lavoratori – conclude Bravi - se il trasporto pubblico locale non funziona, la colpa è solo ed esclusivamente di chi lo gestisce, con i soldi di tutti noi cittadini”.

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