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I dipendenti Burberry la spuntano: dopo scioperi e proteste l'azienda dà un taglio a mobbing e vessazioni
I lavoratori e le lavoratrici del negozio Burberry di via dei Condotti a Roma si sono ripresi la loro dignità: dopo lo sciopero e la manifestazione dello scorso 2 aprile, indetti dall’USB, è giunta nella tarda serata di ieri la notizia del licenziamento del district manager e del direttore dello store capitolino.

“L’azienda ha dovuto prendere atto delle denunce dei dipendenti, che per anni sono stati videosorvegliati, perquisiti e maltrattati”, riferisce Francesco Iacovone, dell’Esecutivo Nazionale USB Lavoro Privato. “È stata una battaglia che ha messo a dura prova i lavoratori, ma loro non hanno mollato di un centimetro dimostrando che la lotta paga”.

Prosegue il rappresentante USB: “Queste donne e questi uomini hanno subìto una varietà di vessazioni che ha dell'incredibile. Si va dal mancato soccorso per un aborto alle percosse, dalla discriminazione razziale a dubbie foto, inviate a tarda notte sui cellulari personali dei dipendenti”.

“L’USB continuerà a vigilare sulle condizioni di lavoro nella boutique, per evitare che episodi come quelli citati si possano ripetere. Già oggi incontreremo l’azienda per avviare un confronto in materia di salute e sicurezza. Insomma, una vittoria che ci rafforza sulla strada dei diritti e della dignità”, conclude Iacovone.

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