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Poste, i lavoratori della Lombardia verso lo sciopero contro il piano di riorganizzazione
Con la chiusura negativa della procedura di raffreddamento che ha avuto per oggetto la riorganizzazione del recapito regionale si è aperto lo stato di agitazione con una prima proclamazione di sciopero che riguarda tutti i lavoratori dei centri di recapito di Poste Italiane della Lombardia. Ne ha dato notizia ieri Pierluigi Daccò, segreteria regionale Slc Cgil Lombardia.

Lo sciopero è stato proclamato a sostegno della vertenza avviata da Slc Cgil per contrastare la decisione di Poste di anticipare in Lombardia la riorganizzazione nonostante i risultati negativi della sperimentazione in corso e dopo che non è stato sottoscritto, dalla Slc, l'accordo regionale in materia. Ciò che si chiede è di bloccare l'avvio della nuova organizzazione previsto nei prossimi giorni nei centri di recapito di Pavia, Bergamo e successivamente delle altre provincie lombarde. La nuova organizzazione prevede il recapito a giorni alterni anche oltre i limiti previsti dall'AGCOM, creando un peggioramento del servizio ai cittadini che si vedranno recapitare la posta solo due/tre volte a settimana e che produrrà una consistenza riduzione di personale ed in primo luogo dei portalettere. Inoltre l'Azienda sta procedendo senza i necessari investimenti in mezzi ed infrastrutture necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio.

Nei prossimi giorni la Slc Cgil promuoverà iniziative nei confronti dei soggetti istituzionali e politici interessati al servizio pubblico/universale che Poste dovrebbe garantire comunque. In questo senso ANCI Lombardia, da noi sollecitata, ha chiesto un incontro a Poste Italiane S.p.A. Per verificare l'impatto sul territorio della riorganizzazione in argomento.

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