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Tronca mette fuori cinquemila maestre ed educatrici. E loro fino al 17 maggio assedieranno Palazzo Vidoni
Il commissario di Roma Francesco Paolo Tronca apporta la sua firma su una delibera che, in cambio di qualche assunzione, taglia fuori 5.000 precarie storiche dai servizi scolastici educativi comunale.

La delibera prevede la messa in ruolo di 360 maestre ed educatrici part-time e taglia di netto tutto il precariato storico romano, interpretando in maniera restrittiva la sentenza della Corte di Giustizia Europea che prevede l’assunzione superati i 36 mesi di servizio.

«Lo schema di delibera, oltre a non garantire i neo assunti - dichiara Irene Germini dell’RSU di Roma Capitale – getta sotto la soglia di povertà oltre 5.000 maestre ed educatrici che per un ventennio hanno portato avanti il servizi educativi nei nidi e nelle scuole dell’infanzia della nostra città.»

«Mentre la Madia tace, - prosegue la sindacalista Usb – Tronca con un vero e proprio colpo di mano anticipa il Governo e mette a repentaglio il funzionamento dei servizi e applica alla lettera il Documento Unico di Programmazione, vera e propria mannaia sui servizi pubblici di Roma.»

«Respingiamo al mittente questo abominio» - conclude Irene Germini - «e già da oggi 9 maggio dalle ore 17 saremo in presidio sotto Palazzo Vidoni per tutta la settimana che ci porterà allo sciopero nazionale del 13 maggio di tutto il personale dei sevizi educativi scolastici che coincidere anche con lo sciopero dei dipendenti capitolini. Sotto le finestre del Ministro Madia urleremo forte e chiaro che noi vogliamo lavoro e stato sociale.»

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