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"Quanto sta facendo Ericsson è semplicemente vergognoso". Il comunicato del Prc
«Rifondazione Comunista esprime tutta la propria solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Ericsson in lotta contro il piano di esuberi presentato dalla multinazionale svedese che prevede il taglio di circa 400 posti di lavoro tra 2016 e 2017, con una riduzione dell’occupazione in Italia del 10% rispetto alla situazione esistente.
Quanto sta facendo Ericsson è radicalmente inaccettabile e vergognoso. Non solo siamo di fronte ad un colosso del settore che detiene il 40% del mercato mondiale e che non taglia perché in crisi, ma esclusivamente per un ridimensionamento delle proprie aspettative di fatturato, ma la multinazionale pare esperta in una attività particolare: incamerare lauti finanziamenti pubblici, senza assumersi la minima responsabilità rispetto alla sorte dell’occupazione e dei territori in cui opera, nemmeno quella di ricorrere ai contratti di solidarietà. Sia per quel che riguarda il sito di Pisa che quello di Genova, gli accordi con gli enti locali e le regioni interessate hanno garantito infatti risorse dell’ordine di decine di milioni di euro.
Appare sempre più urgente l’approvazione di norme che contrastino le delocalizzazione e le ristrutturazioni speculative, stabilendo la restituzione delle risorse pubbliche da parte delle aziende che non garantiscono occupazione e produzioni, come Rifondazione chiede da anni, con proposte di legge nazionali e regionali. La normativa esistente in particolare quella introdotta con la Legge di Stabiità 2014, è radicalmente inadeguata a questo scopo.
Appare sempre più miope anche la politica con cui in questi anni si sono ridimensionati ricerca e produzioni pubbliche, consegnandosi nelle mani delle grandi multinazionali. Con le risorse andate ad Ericsson si sarebbero potuti finanziare direttamente posti di lavoro in quei medesimi settori, per altro strategici, senza essere soggetti all’arbitrio dei poteri privati.
Chiediamo che le istituzioni locali si attivino fuori da ogni ritualità. Per parte nostra sosterremo la vertenza con tutte le nostre forze».
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