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Lavoro, la favoletta dei voucher. La ricerca dell'Ires dell'Emilia Romagna. Cgil: "Qui succede veramente di tutto"
Che il Jobs act abbia permesso di superare il precariato "e' una favola". Anzi, i dati Istat sui posti di lavoro, forniti in modo "anfetaminico" ogni mese dal Governo, "sono drogati". Il motivo? "Si utilizza il valore medio degli orari di questi voucher e lo si tramuta in posti di lavoro". A denunciarlo e' il segretario regionale Cgil Emilia-Romagna, Vincenzo Colla. Pochi giorni fa c’è stata la presentazione di una ricerca dell'Ires regionale proprio sui voucher. Quindi, sottolinea il leader Cgil, "formalmente la crescita dei posti di lavoro deriva per la stragrande maggioranza da questo". Dal punto di vista statistico, "e' certamente una soluzione splendida- ironizza Colla- ma stiamo parlando di gente che non ha un lavoro".

Le storie
C'e' chi e' rassegnato, perche' tanto "sono nato precario, vivo precario e moriro' precario". C'e' chi invece la vede solo come una transizione, perche' ha altre ambizioni. C'e' chi lo affianca al lavoro nero e chi si lamenta perche' fa le stesse cose di un assunto, ma senza diritti e pagato meno. E poi c'e' chi viene contattato per un lavoro, portato con un furgone in un magazzino sperduto e ingaggiato, senza stabilire la paga e senza neanche sapere se la persona con cui ha parlato e' davvero il titolare dell'impresa o un semplice intermediario. E' questo l’incredibile mondo dei 'voucherizzati', di chi fa il cosiddetto "lavoro accessorio" senza un vero contratto, intercettato dai ricercatori dell'Ires Emilia-Romagna. Negli ultimi anni c'e' stato un vero boom e oggi si parla di quasi 162.000 precari con voucher solo in Emilia-Romagna. Per lo piu' si tratta di giovani, donne e migranti. Un mondo nel quale "succede veramente di tutto", mette in guardia il segretario regionale della Cgil, Vincenzo Colla.

I ricercatori dell'Ires Gianluca De Angelis e Marco Marrone sono andati sul campo a intervistare alcuni 'voucherizzati'. Ne esce un quadro di persone "in trappola", per dirla con lo studio. "Mi avevano detto di andare con scarpe robuste: almeno da trekking- racconta uno degli intervistati- quando sono arrivato in questo posto sperduto, il magazzino era del tutto anonimo. Ho parlato con un tizio che mi ha spiegato cosa avrei dovuto fare. Neanche abbiamo parlato del pagamento, che tanto e' la prassi: piu' o meno otto euro l'ora per una giornata di sei ore circa. Una parte era a voucher, ma il grosso no: diciamo due su cinque. E io non so neppure se quello con cui ho parlato fosse dell'impresa o una specie di intermediario".

Secondo Colla, e' ora di "fare un salto di qualita': non e' la modifica delle norme che crea lavoro, ma e' il modello di sviluppo. Decidiamo che impresa e che sistema territoriale vogliamo e decidiamo di fare gli investimenti. Il presidente di Confindustria si e' accorto che c'e' un problema di produttivita'? Mi verrebbe voglia di chiedere dov'erano gli imprenditori- sferza il leader Cgil- visto che abbiamo il piu' basso livello di investimento privato e pubblico. Certo che c'e' un problema di produttivita'", ma "se si pensa di farla ripartire coi voucher- avverte Colla- faccio gli auguri a chi ha questa cultura di modello di sviluppo".

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