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Lavoro, Ceme di Carugate: "Licenziamenti, decisioni prese a tavolino per il rendiconto dell'impresa"
Sabato pomeriggio, a Carugate, si è svolta una affollata assemblea con le ex lavoratrici e gli ex lavoratori della Ceme Spa che l’azienda, unilateralmente, ha deciso di licenziare il 21 agosto.“Facciamo il punto”: era questo l’ordine del giorno dell’incontro.
E sono state Anna, Maria, Daniela, Emanuela, Sabina e Sofia, ad aprire l’assemblea con un emozionante intervento collettivo letto a più voci.

“Dobbiamo partire da zero – hanno esordito - per decisioni prese dall'alto, scelte fatte a tavolino solo ed esclusivamente per il rendiconto economico dell’impresa“. “Abbiamo chiesto aiuto a più istituzioni possibili, abbiamo urlato il nostro disagio e raccontato la nostra situazione a chiunque si è fermato ad ascoltarci – hanno proseguito - ci hanno dedicato il loro tempo, ci hanno accolto anche i più alti vertici del nostro Stato, ma più che essere stati gentili e cortesi non hanno fatto nient'altro. E' anche vero che ben poco si può fare quando il padrone ha preso una decisione, quando sono le leggi che permettono alle grandi aziende come la Ceme di decidere il nostro futuro e di giocare a scacchi come fossimo pedine.”

“Noi ci abbiamo provato. E' passato poco più di un mese - (dal 21 agosto, giorno del licenziamento) - ma alla maggior parte di noi sembra ormai di essere fuori dal mondo da una vita, fuori dalla realtà, una realtà quotidiana che ormai condividevamo da anni. Oggi siamo alle prese con la burocrazia, aspettiamo documenti, facciamo le file alle agenzie del lavoro…. Abbiamo famiglia, persone care a cui pensare, dedicare il nostro tempo, ma le nostre giornate sono vuote. Ci riaffacciamo al mondo del lavoro come novellini, come adolescenti al primo impiego, perché là fuori tutto è cambiato e noi dobbiamo imparare ad orientarci in questo mondo del lavoro ormai fatto di chiamate, email e contratti a termine, che se va bene possono durare un mese.”
“Ma che vita è questa? – hanno concluso Anna, Maria, Daniela, Sabina, Emanuela e Sofia - che futuro possiamo aspettarci? Molti erano certi che con la Ceme sarebbero arrivati alla pensione, e invece la Ceme ci ha buttati via come uno scarto. Permetteteci di dire: vergogna!!!

Ringranziamenti al sindaco di Carugate, "che fin dall'inizio di questa terribile situazione ci ha sostenuto". E poi un ringraziamento speciale alle organizzazioni sindacali "per l'aiuto e il sostegno fin qui ricevuto e che sicuramente continueranno a darci”.

Per Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano: quelle delle lavoratrici sono state parole forti e sentite, che dovrebbero servire da lezione a chi continua a parlare di lavoro senza aver mai incontrato un lavoratore, a chi ha deciso di scrivere e votare leggi ad esclusivo beneficio delle imprese, a un mondo politico incapace di intercettare i bisogni e le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.
La vicenda della Ceme per la Fiom non è conclusa: "saremo al fianco di Anna, Maria, Daniela, Emanuela, Sabina e Sofia - si legge in una nota - e delle altre e altri fino a quando non si sarà trovata una soluzione dignitosa per tutte e tutti”.

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