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Province e Città metropolitane, oggi sciopero generale per fermare la corsa verso il baratro
Una ‘migrazione forzata’ di oltre 16 mila dipendenti da Province e Città metropolitane verso altri enti, una riduzione di spesa pari a 4,3 miliardi dal 2013 a oggi, 38 province ‘ordinarie’ in un pericoloso stato di squilibrio economico, organici ridotti all’osso per il blocco del turn over confermato anche per quest’anno, un riflesso inevitabile sui servizi offerti ai cittadini, spesso cancellanti, e sui restanti lavoratori, in alcuni casi senza stipendio da mesi.

Oggi per i circa 22 mila dipendenti di Province e Città metropolitane è stato indetto lo sciopero generale, promosso da Cgil, Cisl e Uil di categoria. Si terranno manifestazioni territoriali.

I passaggi che dalla legge Delrio a oggi hanno portato le Province e le Città metropolitane “sull’orlo di un baratro: tra tagli alle risorse, servizi che arrancano e lavoratori sempre più a rischio”. “L'approvazione del decreto enti locali e la sua conversione in legge – scrivono in una nota Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil - ha rappresentato l’ennesima occasione persa per poter porre rimedio alle politiche disastrose che hanno messo in ginocchio Province e Città Metropolitane. Mancano le risorse necessarie per garantire servizi essenziali e risulta problematica la situazione del personale transitato in altri enti".

Qualora la prossima legge di bilancio non riuscisse a risolvere questi problemi ci sarebbero pesantissime ricadute sull'insieme di servizi in capo agli enti in questione, nonché sul personale che sta pagando i tagli fatti in termini di un peggioramento delle condizioni di lavoro.

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