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Pensioni, eppur si sciopera: la mappa delle proteste in provincia di Milano
In questi giorni dalle fabbriche metalmeccaniche milanesi, stanno arrivando ordini del giorno, prese di posizione e la proclamazione di ore di sciopero rispetto all’innalzamento dell’età pensionabile e alla manovra che il governo si appresta a varare.
Nelle parole delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre alla richiesta di iniziative forti fino allo sciopero generale per modificare la manovra ingiusta c’è un elemento che colpisce: il riferimento costante alle giovani generazioni, l’attenzione verso chi nel mondo del lavoro non riesce ad entrare. Altro che “garantiti” che pensano solo a mantenere i “propri privilegi”.

I lavoratori della Baruffaldi di Tribiano, come si legge in un comunicato della Fiom di Milano, reputano “scandalosa la presa di posizione del Governo per la trattativa sulle pensioni. Se non ci saranno sviluppi positivi tutte le maestranze sono pronte alla lotta”.
Alla Ceit Impianti di Segrate chiedono “iniziative forti e decise per impedire leggi che danneggiano soprattutto i giovani che non entreranno mai nel mondo del lavoro”.
Quelli della Bcs divisione Mosa di Cusago scrivono che “tutte le generazioni di lavoratori presenti in azienda sono concordi che sia irragionevole insistere sull’innalzamento dell’età pensionabile” e chiedono al sindacato di “non accettare più soluzioni di compromesso”.
L’assemblea dei lavoratori della Site di Milano chiede che “vengano messe in campo iniziative forti per una pensione dignitosa per i lavoratori giovani e precari e che venga modificata la manovra del governo”.
Alla Schneider Electric di Milano guardano “ai lavoratori licenziati che non riescono a trovare una nuova occupazione, ai giovani costretti ed emigrare alla ricerca di un futuro” e chiedono di “cambiare radicalmente i contenuti della legge di bilancio” perché “è un attacco devastante allo stato sociale conquistato con decenni di lotte ed è in gioco il futuro delle generazioni attuali e future”.
Per i lavoratori della Kone di Pero “le richieste che non hanno più tempo di aspettare sono le seguenti: blocco di nuove strette sulle pensioni; modifica della legge Fornero e jobs act; incentivare l’occupazione stabile e attivare ammortizzatori sociali; sostegno alla formazione e attivare serie politiche industriali con investimenti pubblici e privati”.
Alla Invitea di Corsico nei giorni scorsi hanno scioperato perché “sulla questione pensioni e ammortizzatori sociali è il momento di alzare la voce. La questione riguarda tutti, dai più anziani ai più giovani. Sarà difficile, sarà lunga, ma chi non prova a cambiare ha già perso”.
Sciopero anche alla Lobo di Cornaredo perché “un mondo dove persone di 67 anni devono continuare a lavorare mentre i ragazzi sono disoccupati o precari non è ammissibile!”.
I lavoratori della Eurotranciatura di Baranzate hanno deciso di scioperare lunedì 13 e di “astenersi dal prestare attività lavoratori straordinaria nel mese di novembre”.
Alla FPT di Pregnana (gruppo Fiat) incroceranno le braccia il 13 novembre, in concomitanza con l’incontro tra governo e sindacati “contro la manovra finanziaria che non da risposte su pensioni, tutela del futuro dei giovani e ammortizzatori sociali”.
Scioperano lunedì 13 anche gli informatici della Xerox Spa “per non assistere in silenzio a questo ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, nostre e delle future generazioni”.

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