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Emilia Romagna, la crisi raddoppia la quota di Neet, i giovani che non studiano né lavorano
In Emilia-Romagna a pagare la crisi economica sono stati soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni, che oggi viaggiano su un livello di disoccupazione del 22%. Per quanto riguarda i Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, oggi rappresentano il 16,7% della popolazione regionale nella fascia 15-34: si tratta per lo piu' di trentenni con titoli di studio medio-alti in cerca di occupazione. In Emilia-Romagna il loro numero e' quasi raddoppiato tra il 2004 e il 2014, da 93.000 a 166.000 giovani in un decennio, anche se negli ultimissimi anni i Neet sono calati di oltre 20.000 unita'. Sono i maschi ad incrementare maggiormente la categoria nella fascia 15-24 anni, mentre nelle donne la fascia critica e' tra i 25 e i 34 anni. E' tutto nel volume "Giovani, occupazione e lavoro autonomo in Emilia Romagna", pubblicato a cura dell'Assemblea legislativa regionale e presentato oggi in viale Aldo Moro. "La particolarita' dell'Emilia-Romagna sta in una velocita' maggiore del peggioramento, ad esempio rispetto al Nordest, ma anche del miglioramento una volta che la buriana e' passata", spiega una delle curatrici, Rossella Rettaroli.

L'indagine, che ha affrontato anche un versante qualitativo con le interviste a 50 giovani, rivela anche come il lavoro autonomo stia calando in Emilia-Romagna, in proporzione superiore al lavoro dipendente, e non solo tra i giovani. Il lavoro autonomo "sta decrescendo nel tempo e sta calando la proporzione di giovani che lo ha scelto. La tendenza, piu' nello specifico, e' quella di una diminuzione dei collaboratori e di un aumento dei professionisti, tra i quali migliora il livello di istruzione", afferma ancora Rettaroli.

I lavoratori indipendenti sono oggi 475.000 in regione (solo il 15% dei quali tra i 15 e i 34 anni), a fronte dei 554.833 del 2004 (quando la fascia 15-34 rappresentava il 25%). Inoltre, "il lavoro autonomo non e' sempre un ripiego, bisogna vedere cosa si sta muovendo di innovativo", precisa Paolo Zurla, un altro dei curatori. "Non ci dobbiamo mai dimenticare- ha detto la presidente
dell'Assemblea Simonetta Saliera- che il lavoro e' prima di tutto dignita' della persona umana e che non sono piu' accettabli forme di sfruttamento e di precarieta' che colpiscono tutta la nostra comunita'. Da questa fotografia e' possibile fare il punto della situazione e si vede anche come alcune politiche vadano ri-ragionate".

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