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Bologna, Usb è il primo sindacato alla Gd. Storica sconfitta della Fiom. Sergio Bellavita: "Cambiare l'integrativo, un impegno che non possiamo disattendere"
Con il voto di 547 lavoratori, Usb e' il primo sindacato in Gd di Bologna: 16 delegati nella Rsu, contro i 13 della Fiom, sconfitta in una delle sue roccaforti. All'indomani di un risultato che, di per se' a Bologna e' storico, il sindacato di base dei metalmeccanici guidato dall'ex Fiom Sergio Bellavita cerca di non mostrare i muscoli e chiede alle sigle sconfitte di avviare un percorso che, a partire dal coinvolgimento dei lavoratori del colosso bolognese del packaging, porti in ogni caso a cambiare l'integrativo sottoscritto un mese e approvato dall'assemblea per una manciata di voti. "Per noi e' un impegno al quale non possiamo venir
meno", scandisce Bellavita, che oggi festeggia con i primi delegati Usb della storia di Gd un successo che viene letto come la prova dello "smottamento in atto nei luoghi di lavoro" dove la rappresentanza delle sigle 'tradizionali' sarebbe sempre piu' spesso messa in discussione. Del resto, quello che e' accaduto nello stabilimento di Santa Viola "e' un fatto di valore storico assoluto dal punto di vista sindacale", che Bellavita paragona alla sconfitta della Cgil in Fiat del 1955 a seguito della quale l'allora segretario Giuseppe Di Vittorio apri' una riflessione.

"In Gd bisogna ripartire con un percorso che consenta di misurarsi con il malessere generato dall'ultimo contratto integrativo. Noi daremo seguito agli impegni che abbiamo preso con i lavoratori", assicura il sindacalista. "Nulla e' piu' possibile in Gd senza il consenso dei lavoratori, che vogliono avere voce in capitolo sugli accordi che li riguardano", avvisa Bellavita, che dice di non voler rispondere "alle critiche e agli aggettivi rivolti a questa esperienza sindacale". Lo fa, invece, Fabio Perretta, Usb Lavoro privato. "Non e' stato un voto populista. Chi lo dice, usa lo stesso linguaggio di Renzi", affonda Perretta. "Questa vicenda ne ricalca altre analoghe in regione, trasversali a tutti i settori", sostiene Perretta. "I lavoratori scelgono a dispetto di una storia
trentennale di cambiare rotta. Non e' un voto di pancia e nella metalmeccanica e' evidente. Usb fa il botto in molte aziende non perche' siamo dei fenomeni, ma perche' vogliamo che al centro delle rivendicazioni ci siano i lavoratori", scandisce il sindacalista. Peraltro, i nuovi delegati, praticamente quasi tutti alla prima esperienza, lo dicono chiaro. "E' mancato il dialogo. C'e' uno  scollamento tra noi che chiediamo e le risposte che non arrivano. La Gd e' un'azienda meravigliosa e vogliamo che vada bene, ma vogliamo capire dove va", spiega Eugenio Navacchia.

"Mai come nell'ultimo rinnovo si e' percepito che la nostra opinione non contava niente. Questo ha ferito piu' di tutto", ricorda Emanuele Quartieri. La Fiom, dopo la risicata vittoria nel referendum aveva dichiarato di voler aprire un confronto con l'azienda per modificare i punti dell'integrativo piu' contestati (orario flessibile, indennita' di btrasferta, smart working, premi individuali). "Non e' stata fatta nessuna assemblea. Fiom si e' assunta un mandato senza averne diritto visto che la rsu era decaduta", contesta Quartieri. Gli ex Fiom passati a Usb parlano di un allontanamento iniziato da anni. "Ci sono state imposizioni che hanno dato fastidio", ricostruisce Massimo Galata'. "Da un certo punto in poi si e' smesso di lottare", aggiunge Antonio Perugini. "Ma
l'alternativa c'era", prosegue Massimo Capelli, primo iscritto Usb di Gd, colui che ha portato il sindacato di base nel fortino di via Battindarno. "La Fiom ha scelto di rientrare nei ranghi", tira le somme Bellavita, che all'azienda manda a dire: "Non siamo
conflittuali a prescindere, ma capaci di stare ai tavoli e abbiamo sottoscritto accordi anche senza un'ora di sciopero".
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