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Reddito di solidarietà, dopo la legge in Emilia Romagna si lavora al regolamento
Nuclei familiari con almeno un membro residente in regione da almeno due anni; Isee inferiore o uguale a 3.000 euro; adesione a un progetto di attivazione sociale e di inserimento lavorativo, non percepire altri sostegni analoghi.
Sono i requisiti per poter richiedere il Reddito di solidarieta' (Res) della Regione Emilia-Romagna, la misura prevista dalla legge 24/2016 per le famiglie in condizione di poverta' assoluta, contenuti nel Regolamento attuativo presentato oggi in commissione Politiche per la salute e Politiche sociali (che ha espresso parere positivo). "Il Regolamento e' un importante tassello dell'ampio pacchetto regionale di politiche per il contrasto alla poverta'", ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione con delega a Welfare e Politiche abitative. Il Res -per cui la Giunta regionale ha stanziato 35 milioni di euro- va da un minimo di 80 euro per le famiglie con una sola persona a 400 per quelle con cinque o piu' membri, viene erogato bimestralmente attraverso accredito su una Carta acquisti prepagata, dura 12 mesi superati i quali potra' essere chiesto nuovamente dopo una pausa di 6 mesi. La Regione calcola che la misura potrebbe interessare circa 80.000 persone.

Per poter beneficiare del Reddito di solidarieta', la famiglia deve accettare un progetto di reinserimento sociale o lavorativo. Nel caso in cui non venga sottoscritto il patto o non vengano rispettati gli obblighi previsti dal progetto di
attivazione sociale e inserimento lavorativo o in presenza di comportamenti incompatibili con il progetto da parte dei componenti il nucleo familiare si decade dal beneficio. Saranno i servizi sociali territoriali, in collaborazione con i Centri per l'impiego, a monitorare il rispetto degli impegni presi. La domanda per la Res va presentata da uno dei membri della famiglia presso gli sportelli sociali del Comune di residenza. Non possono accedere al Res, i nuclei familiari che gia' godono dell'Assicurazione sociale per l'impiego (Naspi), dell'assegno di disoccupazione (Asdi) o di un altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. Il Res e' anche incompatibile con la fruizione del Sia (Sostegno per l'inclusione attiva) da parte della famiglia. Nel caso in cui alcuni componenti della famiglia usufruiscano di altri trattamenti economici, anche fiscalmente esenti, di natura previdenziale, assistenziale o indennitaria, il loro valore massimo non puo' superare i 600 euro mensili.

"La misura regionale estende il sostegno al reddito a tutti i nuclei familiari, anche senza minori o non in grado di accedere alla misura nazionale, il Sostegno all'inclusione attiva, i cui criteri di attribuzione sono stati semplificati in questi giorni dal governo per una piu' estesa distribuzione- continua Gualmini- c'e' poi la Legge regionale 14 sull'inserimento sociale e lavorativo per le categorie piu' fragili con 20 milioni di euro a disposizione e stanno arrivando ai Comuni i finanziamenti europei straordinari del Piano operativo nazioale per personale a tempo determinato e servizi esterni per il sostegno dell'attuazione delle misure contro la poverta'. Siamo di fronte a una strategia complessa e articolata- ha concluso la vicepresidente- che caratterizzera' il welfare del futuro, tanto piu' se la legge delega sulla poverta' inserisce le politiche contro l'indigenza nei Livelli essenziali delle prestazioni".

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