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Genova, in sciopero anche i lavoratori dei trasporti. Per le partecipate del Comune è un brutto periodo tra privatizzazioni e diritti dei lavoratori
Dopo Amiu tocca ad Amt. Continua lo stato di agitazione nelle partecipate del Comune di Genova. I dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico locale (Amt) annunciano uno sciopero di 4 ore per venerdi' 24 febbraio. Questo mentre i lavoratori dell'azienda per la gestione dei rifiuti (Amiu) contestano l'approvazione in Consiglio comunale della delibera' che sancisce l'inizio formale delle trattative tra l'amministrazione e Iren ambiente in vista della privatizzazione.
Le segreterie sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl trasporti, denunciano la mancata presenza di una rappresentanza del Comune di Genova nell'incontro in Prefettura svoltosi giovedi' scorso come previsto dalle procedure di raffreddamento. Un atto ritenuto "di grave indifferenza, atteggiamento irresponsabile che evidenzia un completo disinteresse da parte dell'amministrazione per i problemi dei lavoratori e della citta'".

Note le preoccupazioni dei tranvieri, tra cui: la sub-concessione di alcuni rami del servizio come quello del trasporto pubblico collinare; la necessita' di aggirare la legge Madia per procedere ad assunzioni a tempo indeterminato per sanare le carenza di personale e la conseguente mancanza di concessione delle ferie al personale viaggiante; il taglio di un milione di euro dei trasferimenti dalla Regione; problematiche di sicurezza per il personale in servizio e i passeggeri.

I lavoratori Amiu vorrebbero che il 51% delle quote restasse a Palazzo Tursi ma cosi' l'operazione salterebbe. D'altronde, l'accordo sindacale siglato a luglio 2016 non parla di mantenimento della maggioranza in mano del Comune ma in mano pubblica. Un tecnicismo che, tuttavia, essendo al momento Iren partecipata dal pubblico, ha un significato ben preciso. D'altronde, Amiu spiega di non poter fare a meno di capitali privati: ci sono gli extra costi da pagare a seguito della chiusura della discarica di Scarpino e le casse del Comune non possono continuare ad anticipare le uscite che, verranno si' gradualmente spalmate sulla tassa dei rifiuti dei genovesi nei prossimi 10 anni, ma devono essere realizzate al tempo corrente.
 
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