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Egitto, forze di polizia e servizi scatenati contro i lavoratori e le loro lotte
Solidarieta' da tutto il mondo per gli otto lavoratori del distretto tessile di Mahalla al-Kubra, 60 chilometri a nord del Cairo, che in questi giorni stanno subendo ritorsioni da parte della loro azienda, l'egiziana Misr Spinning and Weaving Company, perche' accusati di "istigazione allo sciopero" e di "impedimento del lavoro". "Il 9 settembre - si legge sul sito di 'Egypt Solidarity' - la Misr Spinning ha sospeso dal lavoro due donne (Wala'a Mohamed Abd-al-Ra'uf e Nagwa Sa'ad Abd-al-Qadir) e quattro uomini(Mohamed Al-Sayyed Misbah, Amru Rifa'at Salama, Amir Gamal Hassan e Karim Hossam Isma'il) e li ha denunciati alla polizia".

"Un altro lavoratore, Yasser Fahmi, e' stato trasferito forzatamente ad Alessandria, mentre il salario dell'amministratore Tala'at al-Umari e' stato trattenuto" si legge ancora sul sito della campagna, che accusa la compagnia di aver ritardato il pagamento del mese di settembre per tutti i lavoratori. Nel frattempo la polizia anti-sommossa resterebbe dispiegata in citta' "per prevenire nuove proteste".

Quest'estate, gli operai di Mahalla hanno scioperato per circa due settimane consecutive per protestare contro il ritardo nel pagamento di alcuni bonus e per ottenere un aumento salariale che consentisse di fronteggiare l'alto tasso di inflazione, che il mese scorso si attestava intorno al 32 per cento su base annuale. La protesta si era interrotta solo alla fine del mese scorso, dopo rassicurazioni da parte della dirigenza aziendale in merito alla possibilita' che fossero accettate le richieste dei lavoratori.

Contro i lavoratori in Egitto è da tempo in atto “un’escalation di rappresaglie ingiustificate e senza precedenti". Contro i leader dei sindacati indipendenti, in particolare contro lavoratori di aziende del settore elettricita' e delle agenzie di riscossione dei tributi. In una nota, il Centro servizi per i lavoratori e i sindacati (Ctuws) parla di una "campagna" iniziata dalla meta' di questo mese e protrattasi fino all'inizio di questa  settimana, "i servizi di sicurezza hanno arrestato diversi esponenti di punta delle organizzazioni sindacali, "invaso le loro case" e "generato terrore e paura tra le loro famiglie e i loro figli".
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