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Food delivery, Glovo si prende Foodora ma su che fine fanno i lavoratori c'è poca chiarezza... e il silenzio di Di Maio
La recente notizia della imminente acquisizione di Foodora da parte di Glovo ha comportato per ora solo l’annuncio, da parte della
multinazionale spagnola del food delivery, che i 2000 ciclofattorini attualmente in forza all’azienda tedesca non saranno confermati. Il tavolo promosso dal Ministro Di Maio naviga in acque agitate con le imprese incapaci di fare sintesi fra le loro divergenti impostazioni
e il dicastero che pare voler ascoltare le proposte di tutti (a partire da quelle dei riders) senza in realtà fornire risposte esaurienti a nessuno dei suoi interlocutori. Grandi appaiono la confusione e l’incertezza per un settore figlio della rivoluzione digitale e cresciuto vorticosamente negli ultimi anni attingendo a piene mani dalla precarizzazione del nostro mercato del lavoro.

” È ora di fare chiarezza, per questo assieme a Fisascat e Uiltucs abbiamo chiesto a Foodora di raccontarci su che basi anche giuridiche si sta perfezionando la cessione a Glovo.” dichiara Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil, che prosegue:” il nostro obbiettivo è comprendere se tutto sta avvenendo correttamente perché all’oggi mancano le comunicazioni ufficiali. Vogliamo fare tutto quanto è in nostro potere per salvaguardare l’occupazione (diretta e non) potenzialmente interessata da questa operazione societaria.”

Non pervenuta, fino ad oggi, su questa delicata partita, una posizione netta del Ministero del Lavoro. “È paradossale ” conclude Sesena “che da un lato si sbandieri in ogni dove la ferma intenzione di offrire garanzie e tutele ai riders e dall’altro si faccia finta di non capire che prima di tutto bisogna garantire il posto di lavoro a questi lavoratori che sono in procinto di perderlo. Il Ministero non può esimersi dall’intervenire.”

 

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