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"Cara Cgil, i fatti sono più forti dei sotterfugi". Intervento di Augustin Breda
Solo noi firmatari e sostenitori del documento 2, che per tutto il congresso siamo stati accusati dalla maggioranza di essere divisivi, per la nostra esplicita richiesta di cambiamento strategico del sindacato. portato all'attenzione dei lavoratori, oggi rappresentiamo, dopo ciò che e' accaduto ieri, dei compagni seri, coerenti e affidabili tra quanto diciamo, scriviamo, pratichiamo e quanto presentato, sostenuto nelle assemblee e nei luoghi di lavoro in relazione alla proposta fatta. In quei congressi dove è stato possibile presentarla, poiché nella larga parte dei Congressi di base non sono state date le agibilità per presentare la nostra proposta.
Gran parte del Direttivo nazionale e della Segreteria, compresa la Segretaria generale, hanno dimostrato quanta alchimia politico sindacale ci sia stata in questo congresso della Cgil, dove sono tutti unitari davanti ai lavoratori e nelle assemblee di base, oltre che nei congressi territoriali, per poi esplicitare tutte le differenze, le divisioni di strategia, di leadership e di orientamento politico sindacale, appena preso i voti, tanto da usare ogni arma mediatica e organizzativa per scontrarsi e prendersi a coltellate tra vertici dell'organizzazione.
Trovo comunque incomprensibile che durante un congresso che sta per terminare dove tutti gli organismi sono decaduti - il congresso rinnova tutti i livelli dirigenziali dell'organizzazione - un organismo come il direttivo nazionale, tuttalpiù chiamato a fare atti che dovrebbe essere di ordinaria amministrazione, possa essere chiamato a votare dispositivi su uno o più nomi di chi dovrà fare il segretario generale dopo la fine del congresso.
Scelta che per statuto spetta solo ed è esclusivamente alla futura assemblea nazionale che sarà eletta a fine del Congresso nazionale Cgil a gennaio 2019.
Atti che appaiono come forzature inutili e dannose, ma che sopratutto dimostrano come oggi i congressi siano più che altro un evento farsesco. Lo dimostra la larga parte del gruppo dirigente che si e' presentata con un unico documento politico, definito unitario e su cui ha chiesto il voto dei lavoratori e pensionati, mentre lo stesso gruppo dirigente che lo ha proposto firmandolo (il direttivo nazionale attuale) era già' evidentemente diviso proprio sulla strategia politica e sulla modalità futura di conduzione della Cgil.
Se tali differenze di ordine politico sindacali si fossero esplicitate, come prevede lo statuto con documenti tra loro alternativi e presentati nelle assemblee di base - luoghi di lavoro e leghe spi - oltre ad essere stati onesti con i lavoratori e pensionati, ora si avrebbero elementi chiari su cui cercare una sintesi politico sindacale, tra legittime differenze, mentre cosi' e' rimasto esplicito solo lo scontro sui nomi, che pero' sottintende forti differenze sconosciute a tutti nella loro reale portata . Cosi' restano solo le alchimie politico sindacale e una visione leaderistica dell'organizzazione. I fatti sono più forti dei sotterfugi.
E' la prova plastica che i lavoratori, gli iscritti sono usati e non resi protagonisti della vita dell'organizzazione, del futuro della loro organizzazione a cui sono iscritti.
Sarebbe molto meglio rifare tutto con il massimo della onestà e chiarezza, perché ora anche se troveranno una auspicata sintesi sarà comunque un atto di vertice che lascia sotto il tappeto profonde differenze mai chiarite.
Lo spettacolo offerto non e' il nuovo che il mondo del lavoro cerca anche dal sindacato, ma il machiavellismo di cui anche i lavoratori pensano il peggio possibile.

*Componente direttivo nazionale sostenitore e firmatario del documento 2
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