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Settore elettrico, oggi lo sciopero.
La Delegazione Nazionale trattante del settore elettrico, nel sostenere lo sciopero del 17 dicembre sulle norme in materia approvate o in corso di approvazione, che andranno a ricadere sul futuro di migliaia di lavoratori, danno mandato alle Segreterie nazionali di intraprendere ogni iniziativa volta a scongiurare la definizione di norme che impatterebbero pesantemente sull‟occupazione in questi settori. L'appuntamento è a Montecitorio, per protestare contro le norme che il Governo sta scrivendo.

In particolare, le norme menzionate riguardanti direttamente il settore elettrico si riferiscono a: - L‟obbligo imposto dall‟art.177, comma 1, del “Codice degli Appalti” (D.Lgs. 50/2016), che stabilisce che i titolari di concessioni, già in essere al 18 aprile del 2016, e che abbiano ricevuto l'affidamento "senza gara", dovranno affidare una quota pari all'80% dei propri contratti relativi alle concessioni, di importo pari o superiore a 150.000 euro, mediante procedura di evidenza pubblica, mentre per il restante 20% potranno ricorrere a controllate/collegate. - L‟esclusione della Geotermia dalle fonti rinnovabili incentivate, attraverso il decreto di incentivazione FER1, in fase di approvazione.

I delegati, evidenziano che l‟effetto di tali interventi normativi, determinerebbero per le aziende concessionarie un sostanziale esproprio delle attività ed un costo economico elevatissimo, il quale determinerebbe a sua volta una ricaduta occupazionale drammatica con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Inoltre, l‟assenza di un tessuto d‟imprese in grado di “raccogliere” l‟attività che dovrebbe essere esternalizzata, determinerebbe rischi enormi per la continuità del servizio elettrico, non potendo essere garantite le attività di ripristino dell‟esercizio delle infrastrutture elettriche del Paese.

Per la Geotermia, inoltre, verrebbero meno, "e condizioni di sviluppo di una fonte di produzione rinnovabile unica al mondo, che vede l‟Italia all‟avanguardia nelle tecnologie applicate, provocando anche qui una fuga d‟investimenti sul territorio toscano, che determinerebbero crisi occupazionali insostenibili. Riforme che, pertanto causerebbero un blocco degli investimenti per miliardi di euro, un rallentamento della crescita del PIL, ed una ricaduta che impatterà su tutti gli addetti del settore per i quali non è prevista nessuna tutela occupazionale", come si legge in una nota sindacale. Infine, la riforma determinerebbe per la gestione del servizio elettrico un aumento dei costi gestionali "che ricadrebbero molto probabilmente sulle bollette di tutti i cittadini". 
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