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Lo strano caso del congresso della Cgil. Non bastava la cooptazione di Landini da parte della leader Camusso. Ora il documento di maggioranza si spacca prima di cominciare. E spunta l'auto-candidatura di Vincenzo Colla
I candidati alla successione di Susanna Camusso adesso sono due: Maurizio Landini, indicato dalla leader uscente, e Vincenzo Colla, uscito allo scoperto l'altro ieri al Direttivo nazionale del sindacato con una dichiarazione di "disponibilità alla candidatura". 
Colla è meno conosciuto di Landini e pur avendo sottoscritto lo stesso documento programmatico (il vero documento di opposizione infatti è "Riconquistiamo tutto" dell'area "Il sindacato è un'altra cosa") la pensa diversamente da lui su molti temi. La sua è la visione di un sindacato che contratta «a monte» per controllare l'intera filiera produttiva ed evitare di difendere solo l'area della manodopera 4.0 lasciando ai Cobas il lavoro povero della logistica. Colla e Landini hanno anche idee diverse in materia più strettamente politica, li divide il giudizio sulla sinistra e i 5 Stelle.

"Uno dei motivi di fondo di questa mia difficile scelta - ha detto Colla al Direttivo della Cgil - è legato proprio a questo, all’esigenza che sento di tenere ancor più alto il ruolo della rappresentanza sociale che viene messo in discussione a partire dalla sua identità, dalla sua utilità sociale, dal suo storico ruolo di collante fra società e Stato. Per questo, penso sia giusto mettere l’esperienza di direzione soprattutto confederale accumulata in questi anni a disposizione di tutte le compagne e tutti i compagni della Cgil per rafforzare la nostra unità, la nostra progettualità, la nostra forza organizzativa".

La candidatura di Colla, 56 anni e già segretario dell'Emilia Romagna, era già stata avanzata informalmente nei mesi scorsi e poi era sembrata sfumare. I sostenitori di Colla, a cominciare dal sindacato Pensionati, passando, appunto, per l'Emilia Romagna, i chimici, gli edili, i lavoratori della comunicazione e dei trasporti e alcuni territori, hanno preferito mettere la sordina allo scontro interno concentrandosi sui risultati dei congressi di base.  15 segretari regionali su 20; 7 segretari generali di categoria su 11 condividono la proposta avanzata da Susanna Camusso di candidare Maurizio Landini. Al fianco di Landini altre categorie di peso come la Fiom stessa, che ha guidato per sette anni, la Filcams (che tra gli attivi conta il maggior numero di iscritti, oltre mezzo milione), la Funzione pubblica dell'Fp e gli agro-alimentaristi della Flai.

I sostenitori di Landini si dicono certi di avere la maggioranza, mentre quelli di Colla sono convinti che la platea sarà divisa a metà. Potrebbe finire 60 a 40 e si tratterebbe comunque di una rottura importante, tra l'altro all'interno dello stesso documento congressuale che così avrebbe due "interpretazioni": più tradizionale la versione di Colla, attento ai movimenti dei partiti di sinistra oltre che all'unità con Cisl e Uil; più movimentista quello di Landini con un profilo in linea con il suo passato, pur con le necessarie mediazioni interne. Colla sostiene il Tav e avversa il welfare aziendale, Landini il contrario. A decidere sarà l'Assemblea generale nazionale della Cgil.

Il XVIII Congresso della Cgil si svolgerà a Bari dal 22 al 25 gennaio 2019. Ci si arriverà dopo una lunga maratona di dibattiti a tutti i livelli e una discussione che ha coinvolto tutta la Cgil e migliaia di lavoratori. Tra il 5 aprile e il 18 maggio si sono svolte circa 1500 assemblee generali che si sono tenute nei luoghi di lavoro su tutto il territorio nazionale. Dal 20 giugno al 5 ottobre si sono svolte le assemblee congressuali di base. Si sono chiusi anche i congressi delle categorie territoriali, delle Camere del lavoro territoriali e metropolitane e delle categorie regionali. Con quello della Flc si sono  onclusi i congressi delle categoria nazionali dei lavoratori attivi. Il congresso dello Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, si terrà al Lingotto di Torino dal 9 all’11 gennaio del 2019.
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