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Pensionati, Cgil Cisl e Uil di categoria chiamano alla mobilitazione il 28 dicembre contro il blocco della rivalutazione degli assegni mensili
Giornata di protesta il 28 dicembre. Presìdi di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil davanti alle Prefetture contro il blocco delle rivalutazioni previsto nella manovra. "Governo ipocrita, con una mano sembra dare e con l'altra toglie", dicono i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. La riduzione della rivalutazione (già in vigore da tre anni) è per altri tre anni (dal 2019 al 2021) a danno delle pensioni di importo superiore a tre volte il minimo per un risparmio totale di due miliardi e mezzo: 1.540 euro mensili lordi (nonché di attuare un prelievo straordinario di solidarietà, dal 15 al 40 per cento, su quelle sopra i 100 mila euro lordi annui). In pratica, si toglie a una fascia di pensionati che avrebbe bisogno di essere aiutata e sostenuta e che ha perso anche il 20-30% negli ultimi dieci anni, a causa delle 8 riforme delle pensioni. Ivan Pedretti, segretario dello Spi-Cgil: "Siamo contro questo tipo di politica, contro un governo a cui piace parlare di reddito di cittadinanza, ma non dice nulla sulla necessità di una legge sulla non autosufficienza. Dobbiamo essere più radicali". Pedretti ha anche rimarcato la necessità di "rilanciare un'idea di welfare europeo. L'Europa deve tornare a rimpolpare il sistema di welfare. È questa l'Europa che vogliamo".
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