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Amazon, parte l'ispezione del ministero del Lavoro. In vista l'assunzione per mille e trecento precari
Dopo le denunce del sindacato e dei lavoratori coinvolti, l’Ispettorato del Lavoro ha accertato la grave lesione dei diritti per 1300 dipendenti di Amazon.

Tania Scacchetti, segretaria confederale Cgil, sottolinea che quanto notificato dall'Ispettorato del Lavoro, di fatto, obbliga l’azienda alla stabilizzazione dei lavoratori. "Dopo l'importante accordo di Piacenza - ricorda la dirigente sindacale - continueremo a batterci per far rispettare i diritti e estenderli ai nuovi lavori”. “Inoltre - conclude Scacchetti - chiederemo immediatamente un incontro ad Amazon e alle agenzie di somministrazione per regolarizzare la posizione dei lavoratori che avranno il diritto ad un contratto a tempo indeterminato”.

Il tema è l'abuso dell’utilizzo di lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato e già esternate lo scorso anno durante il conflitto che è culminato nello sciopero del cosiddetto Black Friday. 

Sono 1.308 le posizioni in eccesso utilizzate dal gigante dell’e.commerce a Piacenza, che potranno richiedere la loro stabilizzazione con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La Filcams, che ha da sempre dubitato delle quote di impiego del lavoro interinale in Amazon, è pronta ad andare fino in fondo. “Con tutti i lavoratori impiegati oltre le quote previste dalla legge – spiega Massimo Mensi che per Filcams Nazionale segue le vicende del colosso americano – vorremmo arrivare a verificare le loro posizioni e valutare tempi e modi per la richiesta dell’assunzione a tempo indeterminato” . L’attività ispettiva è partita a dicembre, con le segnalazioni fatte da lavoratori e sindacati proprio in merito alla presenza di molti lavoratori somministrati nel principale magazzino italiano di Amazon in Italia a Castel San Giovanni (Piacenza) in uno dei periodi “caldi”, sotto Natale, per le vendite online.

“Non si può superare il modello distorto, presente nella logistica, con finte cooperative, con gli appalti a ribasso, con il lavoro in somministrazione e la flessibilità al di fuori delle regole”, afferma la segretaria nazionale della Filt Cgil Giulia Guida, spiegando che “in un settore sempre più strategico per l’economia nazionale come è quello della movimentazione e della distribuzione delle merci, strettamente legato all’e-commerce, occorre subito coniugare il lavoro con la qualità”. “Da sempre come Filt e Cgil - evidenzia la dirigente nazionale della categoria dei trasporti - abbiamo messo in campo strategie e soluzioni contrattuali, a partire dall’applicazione del contratto nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, per stabilizzare il lavoro e per garantire diritti normativi e salariali. Serve - chiede infine Guida - un modello di qualità che qualifichi e dia valore al lavoro professionale nell’ottica di miglior lavoro e miglior servizio e Amazon, come tutte le multinazionali dell’e-commerce presenti nel nostro Paese, deve garantire questo modello virtuoso di sviluppo, a partire dai nuovi stabilimenti presenti in Italia, come quelli recentemente avviati in provincia di Vercelli e di Rieti ed in via di apertura in provincia di Torino e di Bergamo”.

Ieri Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, ha descritto la nuova frontiera della "gig economy" vista dal sindacato: nell'incontro per Repubblica delle Idee a Bologna, con il vice direttore di Repubblica, Sergio Rizzo, il capo della redazione bolognese, Giovanni Egidio e il rettore dell'Università di Bologna Francesco Libertini, Camusso ha avuto parole severe per il nuovo ministro Luigi Di Maio, che ha incontrato i "rider", fattorini del cibo a domicilio governati dagli algoritmi delle piattaforme come Just Eat. «Vorrei che non si confondesse il fatto che si fanno incontri con l'esistenza di aperture - ha detto Camusso - per dire che c'è stata un'apertura devono essere state fatte delle proposte per affrontare il tema dei diritti. Invece sento agitare esclusivamente il tema del salario minimo che non è il riconoscimento di diritti, anche se c'è una questione salariale. La prima risposta da dare è quella di un contratto, dei diritti, delle regole». Per Camusso il contratto di governo tra Lega e M5S «contiene poche righe sul lavoro e in gran parte sbagliate, se l'unica idea che viene formalizzata è il ritorno al voucher siamo molto lontani dalla strada dei diritti». Anche Amazon, spesso letta come una grande innovazione, per chi ci lavora è, nelle parole della sindacalista «una gigantesca catena di montaggio improntata sullo sfruttamento e questa non è modernità». Di fronte al tema della diminuzione del lavoro in carico all'uomo, introdotto da Rizzo guardando a una «redistribuzione sociale del profitto delle macchine», il rettore Ubertini sottolinea l'esigenza di investire sulla conoscenza e sull'università, «liberandola dai vincoli che impediscono di assumere». Un importante investimento sarebbe per Camusso quello di assunzioni nella pubblica amministrazione. «Abbiamo l'età media più alta di impiegati - - ha detto Camusso - ma io e i miei coetanei non rappresentiamo il futuro, ma ciò che è stato. Bisogna assumere giovani con concorsi trasparenti».

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