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Scuola 1, sotto il ministero protestano gli addetti alle pulizie. "Violate le più elementari norme di gestione dei rapporti di lavoro"
Sono 16 mila e da mesi continuano a lavorare negli istituti scolastici del paese senza alcuna garanzia e in molti casi senza stipendio. Sono gli addetti degli appalti pulizie, ausiliariato e ripristino del decoro nelle scuole, che oggi, martedì 11 settembre, manifestano davanti alla sede del Miur “per sollecitare il tavolo di confronto con i ministeri coinvolti e trovare una soluzione per la continuità lavorativa”.
La mobilitazione è promossa dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti che a più riprese, nel corso dell’ultimo anno, hanno denunciato “le gravi condizioni in cui si trovano le lavoratrici e i lavoratori a seguito di comportamenti irrispettosi delle più elementari regole di gestione dei rapporti di lavoro e degli accordi sottoscritti da parte delle imprese".

“Nonostante il Miur e il ministero del Lavoro siano perfettamente a conoscenza della gravità della situazione e gli impegni assunti negli accordi governativi e nelle determinazioni di legge fin dal 2014 – osservano i sindacati –, gli stessi ministri non si degnano di rispondere alle ripetute richieste di incontro e convocarci. Apprendere del proprio futuro da notizie riportate dai giornali o dai social media – prosegue la nota – lascia nella totale incertezza gli addetti del settore. Le attuali forze di governo, infatti, dichiarano di avere la soluzione in tasca per rispondere alle esigenze delle scuole, delle lavoratrici e dei lavoratori occupati negli appalti attraverso l’internalizzazione del servizio, senza però specificare se anche gli operatori saranno internalizzati, in che tempi e a quali condizioni".
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