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Pulizie nelle scuole, i padroni rosicano, e tanto, dopo l'introduzione della norma per l'assunzione diretta da parte della pubblica amministrazione. Accuse infamanti da parte di Lorenzo Mattioli: "Gli addetti sono persone di bassissimo livello etico"
Lorenzo Mattioli, Presidente ANIP (l'associazione di categoria del settore dellle pulizie), che durante la conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, sembra volersi aggiudicare la coppa di campione di insulti e bassezze varie per il 2019 (qualsiasi cosa dica Salvini fino al 31 dicembre) L'imprenditore ha definito gli addetti alle pulizie nelle scuole "gente dal bassissimo profilo etico e culturale". (come riporta "Affari italiani").
Sembra incredibile ma Mattioli, che evidentemente conosce uno ad uno i circa 16mila lavoratori del settore e quindi è in grado di esprimere un ponderato giudizio su tutta la categoria, queste parole le ha pronunciate nell'ambito di un ragionamento per denunciare come l’articolo 760 della Legge di Bilancio 2018/2019 appena approvata, che prevede l'internalizzazione dei lavori di pulizia nelle scuole, "rappresenti una scelta che non risolverà certe criticità nel mondo scolastico, ma di fatto chiuderà il mercato italiano del settore, alle imprese di pulizie e servizi".

Insomma, il colpo basso di Mattioli è doppio. Primo, nel giudicare con parole riprovevoli una categoria la cui unica "colpa" è quella di fare un lavoro umile; secondo, di utilizzare i lavoratori, accusati di essere dei fannulloni, per piangere miseria e tentare di controllare ansia e depressione a causa della perdita di un affare di svariati miliardi. Qui la pacchia sembra essere finita davvero. 

Con la Legge di Bilancio infatti, a partire dal 2020 verranno assunti circa 11.500 operatori scolastici per i servizi di pulizia, e a loro verranno affidati quei compiti che fino ad ora eseguivano ditte esterne alla scuola. Nel Lazio gli assunti, secondo i dati del Miur, saranno 1.765.

Per il Presidente dell’ANIP, questa legge è chiaramente in controtendenza rispetto alla realtà europea e non solo, dove le attività di pulizia vengono esternalizzate per avere più efficienza ma soprattutto, sempre a suo dire, più risparmio. Inoltre, a suo giudizio, basterà attendere solo due anni per verificare il risultato di una tale scelta. Entro 24 mesi infatti, lui predice che le scuole vivranno nel più completo degrado, nessuno le pulirà più, anche perché gli Lsu, che già non lavoravano prima alle dipendenze delle aziende, una volta assunti diventeranno dei completi fannulloni. Cosa più grave, non sarà fatta la manutenzione nelle scuole, esponendo allievi, corpo insegnante e amministrativo a tutte le conseguenze che ne verranno, anche quelle più catastrofiche che possono scaturire dall’incuria totale. Nella migliore delle ipotesi, sempre secondo Mattioli, si andrà incontro ad un considerevole danno economico perché dopo i soldi spesi per la stabilizzazione di questi lavoratori se ne dovranno sborsare forse di più per risistemare i danni causati dalla loro negligenza.

Su questo punto Mattioli ha poi tuonato un allarme preciso: “Se ci saranno catastrofi nelle scuole, dovute alla mancanza di manutenzione, è chiaro che il solo colpevole sarà colui che ha estromesso le imprese da quegli edifici”. Egli si è detto certo di una cosa: “Accanto alle file che si stanno avviando davanti ai Caf per richiedere il Reddito di Cittadinanza, ci saranno ora quelle che si formeranno davanti alle aziende di pulizie, per postulare un’assunzione per poter poi partecipare al concorso pubblico (aperto solo a coloro che già lavorano nel settore)”. File che, sempre secondo Mattioli, saranno formate da due tipi di richiedenti: da una parte quelli che cercano qualche ora di lavoro, mentre dall’altra ci saranno coloro che ci chiederanno di lavorare in nero per poter accedere al Reddito di Cittadinanza. Quindi, questa norma, secondo il Presidente, andrà a rimpolpare quelle bolle di lavoro nero che nessuno è in grado di controllare.

Norma che procurerà poi anche notevoli danni allo Stato visto che le imprese del settore, quando lavoravano versavano dei contributi, pagavano delle tasse, cosa che ora non faranno più. Si registrerà pertanto "un copioso mancato introito, a fronte di una spesa per il 2020 di 173 milioni di euro, cifra che dovrebbe coprire gli stipendi di 12 mila collaboratori scolastici (mediamente lo stipendio annuale è di circa 15mila 500 euro) e per l’anno successivo di 80 milioni".

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