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La lotta degli edicolanti contro gli editori che puntano alla loro decimazione per raggranellare qualche euro e vivere senza preoccupazioni. Il 28 gennaio la prima mobilitazione a Roma
Tra edicole ed editori ormai è guerra aperta. Il 28 gennaio è in programma una grande mobilitazione degli edicolanti italiani, guidati principalmente dal Sinagi, che contestano agli editori di aver abbandonato il settore a se stesso e di mirare ad una vera e propria decimazione dei punti vendita in modo da ottenre altri risparmi sui costi della distribuzione. L'Accordo nazonale, che equivale al contratto di lavoro dei lavoratori dipendenti, è fermo da più di dieci anni. E nella piattaforma appena presentata agli imprenditori della carta stampata gli edicolanti chiedono tra il sette e il dieci per cento di aumento. Una misura minima che dovrebbe servire ad evitare la chiusura per fallimento. La situazione è di grande tensione. Ed anche di grande ingiustizie. Come ha documentato poche settimane fa la troupe di Report il settore è afflitto da una vera e propria fuga dei cosiddetti imprenditori che da anni mirano più che altro a rimettere in piedi i bilanci dei gruppi editoriali proprio sulle spalle degli edicolanti. Il ritmo di chiusura delle edicole è travolgente: due-tre al giorno su un totale di circa venticinquemila. Questo vuol dire però non venticinquemila addetti ma famiglie. Si arriva presto ad una platea non inferiore a cinquantamila. 
La novità che ha cambiato le carte in tavola è stato proprio il Governo giallo-verde. Il sottosegretario all'Editoria Vito Crimi sembra sul punto di convocare una sorta di "stati generali" dell'editoria, partendo da posizioni di forte pressione verso i signori della carta stampata, come testimoniato dallo scontro sul taglio alle risorse del fondo nazionale. Intanto, per gli edicolanti nell'ultima Legge di bilancio c'è unn credito di imposta che equivale a circa cento euro l'anno. Un piccolo incoraggiamento e un segnale d'attenzione per questi lavoratori considerati l'ultima ruota del carro e quindi vessati da editori e distributori.   

Sempre nella Legge di bilancio, al pari dei venditori ambulanti, gli edicolanti hanno ottenuto la fuoriuscita dalla Bolkenstein. "Questi risultati sono il miglior augurio per l’anno appena iniziato, ma la battaglia non è finita, ci sono le leggi da far emanare alle regioni, e di nuovo la discussione che vogliamo proporre al Governo, per essere esclusi completamente dalla liberalizzazione", scrive in un post Giuseppe Marchica, segretario del Sinagi.

"Gli editori non vogliono discutere di modifiche economiche a favore delle edicole - aggiunge Marchica - anzi, continuano a proporre abbonamenti postali con sconti che arrivano all’80%, e continuano ad abbassare il prezzo di copertina, mettendo sempre più in difficoltà gli edicolanti. Per convincere gli editori ad aprire la trattativa seriamente, sono previste diverse iniziative la prima delle quali è la Manifestazione Nazionale a Roma il 28 gennaio, con chiusura delle edicole".
Alla manifestazione parteciperanno anche altre Organizzazioni Sindacali, ad oggi di certo c’è lo Snag Confcommercio.

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