Mercoledì 20 Novembre 2019 - Ultimo aggiornamento 19:20
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Sicurezza, se il lavoratore è un apprendista imprudente la responsabilità dell'infortunio è in capo al datore di lavoro: sentenza della Cassazione
Di fronte ad un infortunio sul lavoro causato da disattenzione, imperizia, imprudenza e negligenza di un lavoratore apprendista, impegnato nel settore delle costruzioni, la responsabilità resta in carico sempre al datore di lavoro che ha l’obbligo non solo di assicurare una formazione ed informazione adeguata e garantire la disponibilità di strumenti e apprestamenti idonei a salvaguardare la sicurezza dei prestatori d’opera, ma soprattutto a vigilare sull’uso delle attrezzature e sull’osservanza di quanto indicato.

Lo ha confermato una sentenza della Corte di Cassazione di qualche settimana fa nel momento in cui ha ricordato che “le norme dettate in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso, con la conseguenza che il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente, per l’imprenditore, all’eventuale concorso di colpa del lavoratore, la cui condotta può comportare l’esonero totale del medesimo imprenditore da ogni responsabilità solo quando presenti i caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, così da porsi come causa esclusiva dell’evento, essendo necessaria, a tal fine, una rigorosa dimostrazione dell’indipendenza del comportamento del lavoratore dalla sfera di organizzazione e dalle finalità del lavoro, e, con essa, dell’estraneità del rischio affrontato a quello connesso alle modalità ed esigenze del lavoro da svolgere.

Viene rafforzata dalla Cassazione, ancora una volta, l’importanza della informazione, formazione e addestramento, per prevenire infortuni sul lavoro ed insorgenza di malattie professionali, interventi da sempre invocati all’indomani di incidenti mortali quando si auspica una maggiore diffusione della cultura e dell’educazione alla sicurezza sul lavoro, prevista, peraltro già dalla legge 25 del 1955. Vale la pena perciò rilevare che, in attuazione del disposto di cui all’art. 37 c. 4 del decreto legislativo n.81 del 2008 (relativo alla formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro), si stabilisce che da parte degli enti bilaterli vengano erogate 16 ore di formazione in ingresso per i lavoratori.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi