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Decine di migliaia di pensionati a Roma dicono al governo: «Non siamo invisibili»

Risparmiati dalla pioggia prevista, non dalla censura dei principali media. Decine di migliaia di pensionati sono arrivati ieri mattina al Circo Massimo per far sentire la loro voce.

La prima manifestazione sindacale contro il governo Conte 2 ha riempito lo spazio predisposto dagli organizzatori. Niente di paragonabile al 23 marzo del 2002 con Cofferati contro l’abolizione dell’articolo 18 – poi abolito da Renzi -ma comunque una mobilitazione di successo. I pensionati sono arrivati da tutta Italia per dire al governo che non sono «invisibili» e chiedere risposte che la manovra finora non sta dando. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp hanno lanciato lo slogan «Invisibili no! Siamo sedici milioni» partendo dal tema della non autosufficienza.

UN DRAMMA intergenerazionale raccontato dalle toccanti testimonianze di anziani e loro figli. Come Stefania dalla provincia di Caserta e la sua solitudine nell’accudire entrambi i genitori ‘prima la madre per una malattia psichiatrica, poi il papà per problemi di età. La povertà del welfare post orda liberista nel Sud costringe lei come tante famiglie «a dover trovare da sola i dottori e gli assistenti, a dover rifondare la propria vita senza il minimo aiuto dello stato». Non si tratta di un caso isolato: le persone non autosufficienti in Italia sono 3 milioni in inevitabile aumento demografico e quasi 10 milioni i loro familiari che devono assisterli, spesso senza servizi adeguati soprattutto al Sud. Ed ecco dunque la prima richiesta dei sindacati dei pensionati: una legge quadro nazionale che garantisca risorse e livelli di assistenza lungo tutta la penisola. Una richiesta che – nonostante l’impegno del ministro della Salute Roberto Speranza – non si è realizzata nel testo della manovra giunto in parlamento.

«PRESIDENTE CONTE, basta incardinare la legge quadro nella legge di bilancio», chiede dal palco il segretario dello Spi Cgil Ivan Pedretti: «significa dare una risposta umana a tre milioni di persone che ora si sentono in colpa ad essere non autosufficienti. Questa è una questione che guarda al futuro perché altrimenti il peso del problema sarà sulle giovani generazioni che dovranno accudirli».

Sulle pensioni in manovra ci sono solo poche decine di milioni: la mini-rivalutazione da «40 centesimi al mese» pari al 3% in più – dal 97% al 100% – per le pensioni tra le tre e le quattro volte il minimo, ossia tra i 1.522 e i 2.029 euro lordi al mese. Una misura che riguarda circa 2,8 milioni di pensionati, mentre nulla cambia per chi ha assegni pensionistici superiori. Negli ultimi sette anni di blocco della perequazione previsto dal SalvaItalia Monti-Fornero i pensionati hanno lasciato allo Stato 44 miliardi di euro.

«L’80 PER CENTO DELLE PENSIONI è compresa tra 800 e 1.500 euro lordi: sono le pensioni degli operai che se la sono guadagnata e delle donne, le più penalizzate dal sistema», denuncia Pedretti. «Perché non c’è il modo di trovare un po’ di risorse almeno per allargare la 14esima a partire dalle donne?», si chiede polemico.

Il leader dello Spi chiede quindi al parlamento emendamenti mirati, riconoscendo comunque «i 2 miliardi in più sul Fondo sanitario nazionale». «Apprezziamo gli sforzi, ma non umiliateci con 40 centesimi al mese e ridateci un sistema di rivalutazione piena», è l’appello rivolto anche ai parlamentari presenti in piazza.

La questione riguarda anche il carico fiscale sulle spalle dei pensionati, «il doppio che in Europa», rimarca il segretario generale della Uil e attualmente facente funzioni della Uilp, Carmelo Barbagallo. «Il governo – dice – non sta tenendo in giusta considerazione i pensionati. Che si stanno impoverendo» e, invece, sono «il vero ammortizzatore sociale di questo paese». Per questo va ridato loro potere d’acquisto: «Senza risposte la nostra mobilitazione continuerà», avverte.

IL SEGRETARIO GENERALE della Fnp Cisl Gigi Bonfanti nel suo comizio di chiusura e addio chiama tutti alla protesta: «È giunto il momento che insieme Cgil, Cisl e Uil proponiamo una grande manifestazione nazionale dei lavoratori e dei pensionati sui temi che ci uniscono: bisogna fare uno sciopero generale per i diritti, il lavoro e le pensioni. Ci rivedremo presto», dice, avvertendo anche di essere pronti ai presidi e «blocchi» per portare avanti la «battaglia per la dignità dei pensionati.

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